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POLITICA MONETARIA
06/03/2024

Powell: “Taglieremo i tassi nel 2024, ma senza fretta”

Il presidente della Fed ribadisce davanti al Congresso la linea attendista poiché non è ancora assicurato che l’inflazione si stia muovendo verso il target del 2%. Powell conferma però che il ciclo dei tassi è al suo picco e che lo scenario di un “soft landing” appare a portata di mano. Le parole di Powell rassicurano Wall Street che si aspetta un primo taglio a giugno o forse a luglio

La Fed taglierà i tassi di interesse nel corso del 2024 ma non c'è alcuna fretta di farlo subito perché i progressi sul fronte dell'inflazione "non sono assicurati". Jerome Powell, davanti al Congresso, ribadisce la necessità di attendere ulteriori conferme sull'andamento dei prezzi prima di intervenire sul costo del denaro. "Riteniamo che la nostra politica sui tassi sia al suo picco per questo ciclo. Se l'economia evolve come previsto, sarà appropriato tagliare i tassi a un certo punto quest'anno", dice Powell, mettendo però in guardia sull'incertezza delle prospettive economiche. Fra queste potrebbero esserci nuove tensioni sul settore bancario come mostrato dalle difficoltà di New York Community Bancorp, che dall'inizio dell'anno ha perso a Wall Street il 70% e ha avviato contatti con investitori esterni per un'iniezione di capitale nel tentativo di rassicurare il mercato e gli azionisti. Al momento, comunque, "non ci sono ragioni per attendersi una recessione dell'economia americana a breve. La crescita è attesa continuare", aggiunge il presidente della Fed, ribadendo che un 'atterraggio morbido' appare a portata di mano.
Al buon andamento dell'economia nel 2022 e nel 2023 ha contribuito l'immigrazione, ammette Powell evitando però di sbilanciarsi. L'emergenza migranti è infatti al centro della campagna elettorale e il presidente della Fed vuole mantenersi alla larga dal tema che agita il dibattito politico nell'anno delle presidenziali, consapevole che qualsiasi apertura, in un senso o nell'altro, potrebbe essere travisata politicamente. Powell vuole mantenere la Fed al riparo da attacchi e critiche politiche, un obiettivo difficile da raggiungere quest'anno con l'atteso taglio dei tassi che dovrebbe aiutare l'economia e quindi esporre la banca centrale a polemiche per 'aver aiutato la Casa Bianca di Joe Biden'.
Ridurre i tassi troppo presto o troppo rapidamente "potrebbe capovolgere i progressi fatti e richiedere un'ulteriore stretta per far calare l'inflazione al 2%", spiega Powell al Congresso osservando come, "allo stesso tempo", tagliare i tassi "troppo tardi o troppo poco" potrebbe indebolire l'attività economica e l'occupazione. "Nel considerare gli aggiustamenti al costo del denaro, monitoreremo attentamente i dati, l'evoluzione dell'outlook e i rischi. La Fed non ritiene che sarà appropriato ridurre i tassi fino a che non avrà maggiore fiducia sul calo dell'inflazione verso il 2%", mette in evidenza Powell. "Restiamo impegnati a riportare l'inflazione al 2% e mantenere le aspettative di inflazione di lungo termine ben ancorate. Riportare la stabilità dei prezzi è essenziale per centrare la massima occupazione e prezzi stabili", osserva ancora. Le sue parole rassicurano Wall Street, dove i listini salgono decisi, perché non lasciano trapelare alcuna novità e confermano l'intenzione della Fed di agire. L'ipotesi più accreditata dagli analisti è un taglio dei tassi in giugno, forse in luglio se l'economia continuerà a correre e l'inflazione calerà meno delle attese.
 

Autore: ANSA