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Economia
11 ore fa

Podcast tra economia e cittadinanza: quando l'audio genera valore e restituisce voce alle città

(Teleborsa) - L’industria del podcasting è un mercato in rapida crescita. Secondo una ricerca condotta da Owl & Co, l’economia globale dei podcast ha generato circa 7,3 miliardi di dollari di ricavi nel 2024, mentre per quanto riguarda l'Italia i dati dell’ultimo rapporto Ipsos Digital Audio Survey mostrano un consolidamento dei podcast nella dieta mediatica del nostro paese. Nel 2024 infatti il 39% degli italiani tra i 16 e i 60 anni ha dichiarato di ascoltare regolarmente podcast, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente.Da nicchia di appassionati a componente strutturale dell’ecosistema mediatico globale, con un impatto crescente sia sul piano economico sia su quello sociale, i podcast rappresentano una trasformazione significativa nel modo in cui contenuti audio vengono prodotti, monetizzati e fruiti, influenzando trend di consumo, modelli di business e pratiche comunicative.Gli editori hanno infatti iniziato a considerare i podcast come un asset economico significativo, valido dal punto di vista della pubblicità diretta, dei ricavi da abbonamento e delle sponsorizzazioni.  La pubblicità veicolata dai podcast è infatti considerata più incisiva, perchè  si tratta di un mezzo "caldo" (come il libro o il cinema, per seguire la classificazione di Marshall McLuhan) che stabilisce una connessione intima con l'ascoltatore.Oltre all’impatto economico, i podcast hanno una significativa funzione sociale e culturale. La natura on-demand e la facilità di accesso consentono a comunità, gruppi marginalizzati e voci non rappresentate di farsi ascoltare, contribuendo a una narrazione più pluralistica del reale.Molti podcast affrontano temi di grande rilevanza sociale, come educazione, diritti civili, inclusione, salute mentale e ambientale. Progetti audio che trattano questioni complesse con linguaggi accessibili favoriscono la consapevolezza pubblica, promuovono il dibattito e stimolano una riflessione condivisa.Per esempio, podcast regionali o tematici – come quelli che diffondono dati socio-economici o storie di comunità – migliorano l'alfabetizzazione statistica o sociale del pubblico, rendendo temi specialistici più comprensibili e rilevanti. Iniziative che raccontano esperienze di minoranze o promuovono l’inclusione nei settori STEM o in altri ambiti accademici creano spazi di identità e partecipazione spesso assenti nei media tradizionali.In questo scenario, il podcast si configura sempre più come uno strumento capace di coniugare sostenibilità economica e valore pubblico, produzione culturale e impatto sociale. Accanto ai grandi network e ai format seriali ad alta monetizzazione, emergono infatti progetti territoriali e partecipativi che dimostrano come l’audio possa diventare infrastruttura di cittadinanza attiva, memoria collettiva e inclusione.Un esempio significativo è "Le voci della città", podcast partecipativo promosso da Sprixar Srl con il contributo di Roma Capitale e in collaborazione con Dominio Pubblico, che restituisce parola e protagonismo agli abitanti del Municipio XIV di Roma, in particolare nei quartieri di Primavalle, Santa Maria della Pietà e aree limitrofe. Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: lasciare il microfono ai residenti delle periferie urbane, trasformando l’ascolto in un atto di riconoscimento e la narrazione in uno spazio condiviso.Cuore dell’iniziativa è una redazione partecipata composta da giovani under 30, impegnati in un lavoro di esplorazione del territorio e dialogo con le comunità locali. Le storie raccolte non si limitano a documentare il passato, ma costruiscono un racconto stratificato che intreccia memoria, creatività e visione del futuro. La conduzione di Nicoletta Calabrese, progettista culturale con esperienza nei processi partecipativi, rafforza l’impianto inclusivo del format, orientato all’ascolto e all’engagement."Le voci della città" affronta alcune delle criticità strutturali delle periferie urbane – frammentazione sociale, distanza dalle istituzioni, carenza di spazi di espressione culturale – attraverso un linguaggio accessibile e una modalità produttiva che valorizza la pluralità dei punti di vista. Il podcast, registrato in parte in studio e in parte sul campo, si configura come un archivio vivente: non una semplice raccolta di interviste, ma un mosaico narrativo che restituisce una mappa umana dei territori.La presenza di musicisti, poeti, scrittori, illustratori e performer della scena culturale romana amplia ulteriormente il perimetro del racconto, trasformando ogni episodio in un’esperienza culturale complessa, dove la creatività dialoga con la memoria collettiva. In questo senso, il podcast diventa anche uno strumento di mediazione culturale, capace di connettere comunità locali e produzione artistica contemporanea.Progetti come questo dimostrano come il podcasting è sicuramente un mercato in espansione, ma anche un dispositivo sociale: un mezzo che, grazie alla sua intimità e accessibilità, può rafforzare il senso di appartenenza, stimolare il dialogo intergenerazionale e contribuire a una narrazione più equilibrata e partecipata delle città. È qui che l’impatto economico e quello sociale dell’audio trovano un punto di convergenza, indicando una direzione possibile per il futuro dell’industria culturale.(Foto: foto di clara lolletti)
Fonte: Teleborsa