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Economia
5 ore fa
Allarme sicurezza informatica: il 40% degli attacchi colpisce le PMI, dall'Italia la svolta con gli IP virtuali
(Teleborsa) - Le piccole e medie imprese italiane stanno affrontando una crisi senza precedenti nel campo della sicurezza informatica. Nel primo semestre del 2025, gli attacchi alle PMI sono aumentati del 10%, passando da 2.110 a 2.314 incidenti, mentre il costo medio per ogni violazione ha superato i 95.000 euro, con punte che raggiungono i 300.000 euro nei casi più gravi. Un"emergenza che sta mettendo in ginocchio il tessuto produttivo nazionale, considerando che il 40% di tutti gli attacchi informatici nel nostro Paese colpisce proprio le piccole e medie imprese.I dati del Rapporto Clusit 2025 dipingono un quadro allarmante: l"Italia è ormai stabilmente nella lista dei target permanenti del cybercrime internazionale, con il 10,2% degli attacchi globali che ha colpito organizzazioni italiane nel primo semestre dell"anno, in crescita rispetto al 9,9% del 2024. Un dato anomalo rispetto alla dimensione del Paese e del suo PIL, che evidenzia come le attuali difese informatiche non siano più sufficienti."Il 40% degli attacchi colpisce le piccole e medie imprese con danni ingenti che destabilizzano il nostro tessuto economico", spiega il Professor Giuseppe Izzo, CEO di Uese Italia e esperto di cybersecurity. "Secondo recenti indagini, il costo medio di un attacco informatico per una PMI italiana supera i 95.000 euro, ma nei casi più gravi può arrivare a oltre 300.000 euro, considerando il blocco delle attività, la perdita dei dati e i danni reputazionali".Di fronte a questa emergenza, arriva per la prima volta in Italia una tecnologia rivoluzionaria basata sulla virtualizzazione delle infrastrutture IT. La soluzione, nata dalla partnership tra Uese Italia ed Entropya, promette di cambiare radicalmente l"approccio alla sicurezza informatica aziendale. Il sistema crea indirizzi IP virtuali che cambiano continuamente in nanosecondi, rendendo di fatto invisibili le aziende agli attaccanti. "Con Entropya abbiamo avviato una collaborazione che si basa sulla virtualizzazione delle infrastrutture, un sistema che permette di non esporre più le aziende, con le proprie vulnerabilità, al mondo esterno", sottolinea Izzo. La tecnologia rappresenta un salto evolutivo rispetto ai sistemi tradizionali di protezione, che si sono dimostrati insufficienti di fronte alla sofisticazione degli attacchi moderni. Il mercato della cybersecurity in Italia ha registrato una crescita del 15% nel 2024, raggiungendo un valore di 2,48 miliardi di euro, segno che le aziende stanno investendo sempre di più in sicurezza. Nonostante questo, il numero complessivo di attacchi informatici è aumentato del 15,2% rispetto all"anno precedente, dimostrando che gli investimenti in soluzioni tradizionali non bastano più.Augusto Tasciotti, Country Manager per l’Italia di Entropya, spiega nel dettaglio il funzionamento del sistema: "Creiamo risorse fisiche virtuali, come server, storage, reti e sistemi operativi, permettendo di eseguirne più di uno su un singolo hardware. Questo processo ottimizza l"uso dell"hardware, riduce costi di energia, spazio e manutenzione, migliora flessibilità e scalabilità, facilita il disaster recovery e implementa l"automazione per una gestione efficiente". La vulnerabilità delle PMI italiane è stata drammaticamente evidenziata nelle scorse settimane, quando sono state diffuse illegalmente oltre 15.000 configurazioni sensibili e credenziali di accesso a firewall di mercato. "Questo ha esposto a minacce concrete quelle PMI meno preparate ad affrontarle", evidenzia il Prof. Izzo. "Da qui la necessità di intervenire con sistemi mai visti prima in Europa".La nuova tecnologia non si limita alla protezione immediata ma garantisce anche la conformità alle normative europee sempre più stringenti. Il sistema è in grado di garantire la gestione della sicurezza delle informazioni secondo lo standard ISO 27001 del 2022 e del cyberspazio secondo ISO 27032 del 2023. Certificazioni fondamentali che, come sottolinea Tasciotti, "possono permettere alle aziende di ottenere coperture assicurative adeguate". L"implementazione della Direttiva NIS 2 rappresenta un ulteriore elemento di pressione per le PMI italiane. "La partnership è l"evoluzione logica di GuardianSoc, l"apparecchio che, posto a difesa dei server, si pone l"obiettivo di tutelare reti, dati e applicazioni aziendali, conformi al GDPR e alla Direttiva NIS 2, minimizzando così i rischi", afferma Izzo.La tecnologia di virtualizzazione IP rappresenta un cambio di paradigma nella sicurezza informatica. Invece di cercare di bloccare gli attacchi con firewall e antivirus sempre più complessi, il sistema rende semplicemente impossibile per gli hacker individuare e colpire il bersaglio. Gli indirizzi IP delle aziende cambiano continuamente, creando quello che gli esperti definiscono un "camuffamento digitale" impenetrabile.Le prospettive future del mercato sono impressionanti. Si prevede che entro il 2029 oltre il 58% dell"elaborazione dei dati aziendali sarà effettuata tramite ambienti virtualizzati, coinvolgendo più di 41.000 aziende a livello globale. Un trend che conferma come la virtualizzazione rappresenti il futuro della sicurezza informatica aziendale. L"impatto economico degli attacchi informatici continua a crescere in modo esponenziale. Con perdite globali che nel 2025 supereranno i 10.000 miliardi di dollari secondo le stime più recenti, la necessità di soluzioni innovative diventa sempre più urgente. Le PMI italiane, che rappresentano oltre il 99% del tessuto imprenditoriale nazionale, non possono più permettersi di rimanere indietro nella corsa alla sicurezza digitale.La soluzione proposta da Uese Italia ed Entropya si presenta come completamente plug-and-play, installabile senza modifiche all"infrastruttura esistente. Un aspetto fondamentale per le PMI che spesso non dispongono di risorse IT dedicate o di budget elevati per complesse implementazioni tecnologiche. Il sistema opera in background, permettendo all"azienda di continuare le proprie operazioni normalmente mentre la sua presenza digitale diventa invisibile agli attaccanti. La collaborazione tra le due aziende prevede una divisione chiara dei ruoli: mentre Entropya si occupa della virtualizzazione degli accessi e della protezione perimetrale attraverso la tecnologia di crittografia post-quantistica, Uese Italia gestisce le metriche, i backup, la certificazione dei log e garantisce la conformità normativa. Un approccio integrato che copre tutti gli aspetti della sicurezza informatica aziendale.Il Professor Izzo conclude con una riflessione sul futuro: "Stiamo portando in Italia una novità assoluta nel campo della cybersecurity. Con questa partnership, le nostre PMI avranno accesso a una tecnologia che fino a oggi era impensabile, capace di proteggere realmente dalle minacce informatiche del presente e del futuro". Una promessa che, se mantenuta, potrebbe finalmente invertire il trend negativo che vede le PMI italiane sempre più nel mirino del cybercrime internazionale.
Fonte: Teleborsa