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CRIPTOVALUTE
20/11/2023

Consob: “Sono volatili e insicure, furti per 3,8 miliardi”

Nel suo secondo rapporto annuale, la Commissione di vigilanza dipinge un quadro non positivo per questi asset, il cui valore è del 50% inferiore a quello di fine 2021. Oltre alla volatilità, la Consob accende i riflettori sulla scarsa sicurezza delle piattaforme (solo 14 su 188 sono ritenute “molto sicure”) e sull’aumento degli attacchi hacker, con furti in crescita in termini di valore rispetto al 2021

Il mondo delle criptovalute si conferma volatile e insicuro, con un rapporto rischio-rendimento poco correlato e il pericolo di incorrere in forti perdite. Un mondo dal quale gli investitori, specialmente quelli non professionali, farebbero bene a stare alla larga o quantomeno ad approcciarsi con grandissima circospezione. Il quadro dipinto dalla Consob nel secondo rapporto annuale sulle 'Principali tendenze in tema di investimenti sostenibili e criptoattività' evidenzia ancora una volta "l'elevata volatilità" del settore: allo scorso settembre il valore delle principali criptovalute era del 50% inferiore a quello di fine 2021, dopo un 2022 drammatico (-65%), culminato nel fallimento di Ftx, e un parziale recupero nel corso di quest'anno. Anche nel 2023 il rendimento del bitcoin - che con ether rappresenta più del 60% del valore di mercato delle criptovalute - è "solo lievemente superiore" a quello degli asset non digitali nonostante "un'assunzione di rischio ben maggiore".
Turbolenze e scandali hanno provocato una fuga dei fondi depositati nelle applicazioni di finanza decentralizzata, crollati a settembre del 70% rispetto al 2021 (-63% solo lo scorso anno), come pure una "drastica" riduzione dei volumi delle transazioni, che traspare anche dal fatto che il 60% dei bitcoin e il 70% degli ether siano rimasti inattivi, cioè non siano stati movimentati nell'ultimo anno. Un ulteriore fattore di rischio, rispetto agli investimenti tradizionali, è rappresentato dal pericolo di furto di valute digitali da parte degli hacker. Nel 2022 sono stati rubati asset per 3,8 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 3,3 miliardi del 2021. Si tratta di un ammontare che rappresenta circa lo 0,4% del valore di mercato dei criptoasset, di poco inferiore ai 1.000 miliardi di dollari a fine 2022. D'altra parte di 188 piattaforme di scambio di criptovalute solo 14 possono ritenersi "molto sicure" mentre è in aumento, rispetto al 2022, la quota di quelle che dispongono di una valutazione "scarsa" in termini di sicurezza cibernetica.
Le criptovalute attirano il 2,4% della popolazione italiana, con il nostro Paese che è agli ultimi posti in Europa per possessori di criptoasset. A sua volta il Vecchio Continente rappresenta solo il 4% dei possessori a livello globale, con l'Asia (59%) che svetta davanti a Nord America (13%) e Africa (10%). La fase di appannamento che vive l'industria ha ridotto l'interesse sia dei risparmiatori, testimoniato dal calo delle ricerche in rete, che degli asset manager: la ripresa degli investimenti, saliti a 58 miliardi ad inizio 2023, arriva dopo il calo da 70 a 48 miliardi registrato nel 2022. 
Sul fronte della sostenibilità, altro campo di indagine del rapporto, la Consob evidenzia progressi nella gestione dei rischi Esg da parte delle imprese dell'eurozona, con l'Italia che si muove in linea con gli altri Paesi dell'area. 

Autore: ANSA