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MEDIORIENTE
06/03/2024

L'Egitto svaluta e ottiene il prestito dal Fmi

Accordo tra Il Cairo e il Fondo monetario internazionale: la sterlina egiziana passa a un regime di cambi flessibili e Washington porta a 8 miliardi il prestito al Paese, colpito da una durissima crisi economica inasprita dalla guerra a Gaza e dagli attacchi Houthi nel Mar Rosso. La valuta però si svaluta in un solo giorno del 50% e la banca centrale è costretta ad alzare i tassi al 27,25%

Con una tregua alla guerra di Gaza in stallo, l'ultima cosa che volevano gli Usa, sponsor di un accordo prima del Ramadan, era un ulteriore estendersi dell'instabilità in Medio Oriente. L'accordo raggiunto fra Il Cairo e il Fondo monetario internazionale puntella almeno la situazione in Egitto, Paese confinante sia di Gaza che di Israele, il cui collasso economico avrebbe rischiato di destabilizzare ulteriormente la Regione. E' passato oltre un anno da quando il Fmi aveva assicurato al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi un prestito da tre miliardi di dollari per far fronte a una pesante crisi finanziaria che ha eroso le riserve egiziane di valuta forte. Crisi esacerbata prima dai prezzi alle stelle di grano e carburanti dovuti alla guerra di Mosca in Ucraina, poi dalla guerra fra Israele e Hamas ai suoi confini che ha colpito il turismo, poi ancora dagli attacchi degli Houthi ai mercantili in Mar Rosso, con perdite miliardarie per il traffico marittimo nel canale di Suez. Di quei soldi, il Fmi ne aveva sborsati pochi in attesa del classico pacchetto di riforme che Washington chiede ai Paesi emergenti.
Ora il Cairo ha capitolato, annunciando il passaggio a un regime di cambi flessibili per la sterlina egiziana. E così ha incassato il plauso del Fmi - che nota il "forte impegno ad agire prontamente" - l'estensione di quel prestito a otto miliardi di dollari, oltre ad un accordo - ancora a livello tecnico - per ulteriori 1,2 miliardi legati a due ulteriori programmi. L'annuncio della fine dei controlli valutari, però, ha innescato in un solo giorno un crollo di oltre il 50% del tasso di cambio al minimo record di 50 sterline egiziane per un dollaro. E costretto la banca centrale, da mesi sotto pressione da parte del Fmi per far fronte a un'inflazione prossima al 30%, a un rialzo del tasso d'interesse di riferimento di ben sei punti percentuali, al 27,25%.
Una svalutazione così violenta soffierà ulteriormente sull'inflazione. Ma la scommessa è che, con gli accordi con il Fmi, sul Cairo piovano investimenti esteri: dal Fmi si aspettano che altri "partner chiave" annuncino presto ulteriori aiuti, dopo i 35 miliardi di dollari che al-Sisi ha ottenuto dagli Emirati Arabi, e che Abu Dhabi sta cominciando a sborsare a titolo di investimento. 

Autore: ANSA