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ECONOMIA EUROPEA
05/07/2024

Sull'industria di Francia e Germania cala il gelo

Crollo a sorpresa per la produzione industriale tedesca a maggio: -2,5%, un dato che porta il calo annuale al -6,6% e mette un’ipoteca sulla ripresa, che appare sempre meno probabile. In calo tutti i settori con picchi fino al -5% nella produzione di auto, macchinari e componenti elettroniche. Male anche la Francia, dove la produzione cala del 2,7%: una frenata che avrà impatto anche sui conti pubblici


Sull'Europa appesa alle molte incertezze politiche e geopolitiche, dalle guerre alle elezioni, si rovescia un nuovo temporale inatteso: la produzione industriale di Francia e Germania crolla a sorpresa a maggio, spegnendo le speranze di chi vedeva una solida ripresa ormai dietro l'angolo. Non sarà così. Nessun osservatore si aspettava lo scossone sull'industria tedesca a maggio: -2,5% rispetto ad aprile, molto peggio delle attese che indicavano un andamento sostanzialmente piatto (+0,2%), in linea con il +0,1% del mese precedente. E invece la manifattura tedesca è destinata ad arrancare, con la produzione industriale che sull'anno scende a -6,67%, decisamente più preoccupante del -3,66% del mese precedente. A calare sono quasi tutti i settori, con picchi fino al -5% nella produzione di auto, macchinari e componenti elettroniche. Ed è solo uno dei sintomi del malessere che continua a soffocare l'economia della ex locomotiva d'Europa. Calano, per la quinta volta consecutiva, anche gli ordini industriali (-1,6%), e la fiducia degli investitori scende sotto le attese. Per gli analisti sono i segnali inequivocabili della crescita che con tutta probabilità tornerà in territorio negativo nel secondo trimestre, dopo che nel primo aveva invece ripreso un po' di fiato, allontanandosi dallo shock della recessione del 2023.
Il governo di Olaf Scholz, che ha appena chiuso l'accordo sulla manovra 2025, ha messo in campo 57 miliardi di spese per gli investimenti su 481 miliardi complessivi della finanziaria. Per diversi analisti non basteranno a risollevare l'economia, molto dipendente dall'export che resta strozzato delle molteplici tensioni internazionali. Sull'industria tedesca, come per tutta la zona euro, pesa anche la stretta monetaria della Banca centrale, che ha portato i tassi d'interesse al livello record di 4,50% e il mese scorso ha iniziato ad allentare con il primo taglio da 25 punti base. C'è bisogno di tempo per sentirne gli effetti sul credito, ma il clima di fiducia che l'allentamento innesca potrebbe accelerare tutto. La Bundesbank prevede che il Pil tedesco crescerà dello 0,3% quest'anno, con i servizi e consumi a fare da traino se, come previsto anche dalla Bce, l'inflazione proseguirà il calo e i salari continueranno ad aumentare moderatamente.
Anche in Francia arriva la doccia fredda per l'economia: il calo della produzione industriale a maggio è leggermente sopra quello tedesco, -2,7% su aprile, -3,9% sull'anno, con la componente auto che traina al ribasso. E' una frenata che si rifletterà sulla crescita e, a cascata, sul rapporto debito/Pil che ora vede Parigi e Roma sulla stessa barca con una procedura Ue aperta. Il prossimo governo francese dovrà far calare il debito pubblico e riportare il deficit dal 5,5% al 3% entro il 2027. E con un Pil anemico che non aiuta ad abbattere lo stock sarà ancora più difficile rispettare le regole di bilancio europee senza andare allo scontro con Bruxelles e senza far agitare i mercati. 

Autore: ANSA