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BCE
19/01/2026

La vicepresidenza al croato Vujčić

L’Eurogruppo ha optato per un outsider in sostituzione dello spagnolo Luis de Guindos, il cui mandato scadrà a fine maggio. Vujčić ha ottenuto la maggioranza qualificata battendo il finlandese Olli Rehn e la sua nomina ha un valore simbolico, essendo la Croazia uno degli ultimi Stati ad aver aderito all’Eurozona. Il prossimo anno scadrà il mandato della presidente Christine Lagarde

L'Eurogruppo ha scelto l'outsider: il croato Boris Vujčić è stato indicato come prossimo vicepresidente della Banca centrale europea, al posto dello spagnolo Luis de Guindos, il cui mandato scadrà a fine maggio. La scelta politica dei ministri dell'area euro dovrà ora essere formalizzata attraverso l'adozione della raccomandazione da parte del Consiglio e la successiva nomina del Consiglio europeo, previa consultazione della Bce e del Parlamento europeo. "Sono felice per la designazione di Boris Vujčić alla vicepresidenza della Bce. I miei migliori auguri di buon lavoro!", ha affermato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Vujčić (61 anni), governatore della banca centrale croata dal 2012, è emerso al termine di una procedura che ha visto progressivamente ridursi la rosa dei sei candidati iniziali e che ha richiesto un ampio consenso politico tra i Paesi dell'Eurozona. Per la nomina del vicepresidente della Bce al Consiglio è necessaria una maggioranza qualificata rafforzata dei Paesi dell'area euro, con almeno il 72% degli Stati membri (almeno 16 su 21). La sua designazione contribuisce anche a riequilibrare la rappresentanza geografica nel board della Bce, con un ingresso anche altamente simbolico, visto che entra l'esponente di uno degli ultimi Stati entrati nell'Eurozona (la Croazia dal 2023, l'ultima è la Bulgaria entrata quest'anno). Il croato nel corso della riunione dell'Eurogruppo è parso giocarsela soprattutto con il finlandese Olli Rehn. La nomina di Vujčić segue quella recentissima del presidente dell'Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, e si inserisce in un ciclo più ampio di avvicendamenti istituzionali destinato a scandire l'agenda europea nei prossimi anni. Il pacchetto di nomine arriverà infatti fino al 2027, quando scadrà anche il mandato della presidente della Bce Christine Lagarde e si aprirà ufficialmente la partita per la sua successione. Parallelamente, resta aperto un altro dossier sensibile sul piano istituzionale, quello relativo alla sede della nuova Autorità europea per le dogane (Euca), per la quale l'Italia è in corsa con la candidatura di Roma, insieme ad altri otto Stati membri. Nell'arco di un paio di settimane la Commissione europea dovrebbe presentare l'analisi comparativa delle candidature. Secondo quanto si apprende a Bruxelles da fonti vicine al dossier, una decisione sulla sede potrebbe arrivare già nel mese di febbraio. L'iter prevede un processo di codecisione tra il Consiglio dell'Ue e il Parlamento europeo.

Autore: ANSA