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RIASSETTI
28/01/2026

Tim dà l’addio alle azioni di risparmio

A 10 anni da primo tentativo – stoppato da Vivendi – l’assemblea della società delibera con oltre il 99% di voti favorevoli la semplificazione del capitale sociale, allineando i diritti di tutti gli azionisti. Ridotto anche il capitale sociale a 6 miliardi di euro. Gli azionisti contrari potranno esercitare il diritto di recesso a 0,5117 euro per azione, inferiore al prezzo attuale di Borsa 

Dopo 10 anni alla fine Tim manda in soffitta le azioni di risparmio. La semplificazione della struttura azionaria, che nel 2015 era stata stoppata in assemblea da Vivendi (allora primo socio con il 20%), passa con oltre il 99% di voti favorevoli. Via libera anche alla riduzione del capitale sociale a 6 miliardi di euro, destinando l'importo risultante a riserva legale e a riserva disponibile di patrimonio netto e alla nomina di Lorenzo Cavalaglio e Alessandra Perrazzelli, già cooptati nel consiglio di amministrazione di Tim a settembre e dicembre scorso. "Abbiamo dato un segnale forte di cambiamento e di attenzione verso gli investitori' commenta il direttore finanziario Piergiorgio Peluso, regista insieme all'ad Pietro Labriola dell'operazione. "Per anni il mercato ha guardato alla doppia categoria di azioni di Tim come a un retaggio del passato da superare. Ci sono stati vari tentativi in passato, ma oggi l'assemblea con una larghissima maggioranza ha dato il via libera definitivo" scrive, rimarcando quanto la giornata sia importante: "semplifichiamo il capitale sociale, rendendolo più leggibile per gli investitori internazionali; allineiamo i diritti di tutti gli azionisti; ottimizziamo la struttura patrimoniale, anche grazie alla contestuale riduzione del capitale sociale". Per chiudere l'operazione serviranno ancora alcuni mesi e per prima cosa si aprirà la fase di recesso, chi non ha partecipato all'assemblea, chi ha votato contro o chi si è astenuto può esercitare il suo diritto ed essere liquidato a 0,5117 euro per azione. In Borsa il titolo è già sopra quel valore (+1,28% a 0,59 euro, +1,46% a 0,69 euro le risparmio) proseguendo il momento positivo iniziato nel 2025, con gli investitori che hanno apprezzato "un profilo di leva finanziaria inferiore, la capacità di raggiungere gli obiettivi e la maggiore stabilità della base azionaria, con Poste a supporto della strategia del gruppo e il ricavato di 1 miliardo di euro relativo alla controversia sulle commissioni del 1998" spiega Equita. Guardando al 2026, iniziato con la proposta di una struttura societaria semplificata, gli analisti guardano ai prossimi passi che possono sostenere le quotazioni: il consolidamento del settore con l'integrazione Iliad-Wind Tre considerata l'opzione più probabile, un trend migliore per il business domestico, con un mercato che appare più razionale con aumenti di prezzo selettivi, sinergie con Poste (su rete, Consumer ed Enterprise), un'accelerazione del business Cloud e AI. Tornando all'operazione di conversione, il calendario prevederà successivamente un periodo per la conversione facoltativa (1 a 1 con un conguaglio in denaro pari a 0,12 euro); poi quella obbligatoria (stesso rapporto e un conguaglio di 0,04 euro). L'orizzonte per il Capital Market Day si sposta ragionevolmente a giugno, quando anche Poste dovrebbe aver chiuso il cantiere governance con il rinnovo del cda e l'attesa riconferma dell'ad Matteo Del Fante.
 

Autore: ANSA