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EURO DIGITALE
10/02/2026

Via libera del Parlamento europeo

A larghissima maggioranza gli eurodeputati approvano i due emendamenti chiave proposti da Pasquale Tridico, elevando il progetto della Bce a strumento "essenziale alla sovranità" continentale. Tra gli italiani, contrari solo Lega e Vannacci. L’invito del Parlamento Ue è a procedere senza indugi, per porre fine alla dipendenza dagli Usa nel sistema dei pagamenti

Nel nuovo mondo di Donald Trump anche l'ipotesi che i circuiti di pagamento possano trasformarsi in un'arma non è più fantascienza. Il richiamo perentorio di Christine Lagarde a fare un salto sull'euro digitale ha trovato il primo sigillo politico: il Parlamento europeo ha dato il suo via libera, senza affanni, a due emendamenti chiave - a prima firma del pentastellato Pasquale Tridico - per blindare il progetto della Bce, elevandolo a strumento "essenziale" alla "sovranità" continentale. Una sfida aperta agli Stati Uniti, anche se l'Europa parte da un ritardo siderale: oggi Visa e Mastercard gestiscono quasi due terzi delle transazioni con carta nell'Eurozona e in tredici Paesi membri un'alternativa nazionale non esiste. Dopo aver già perso da tempo la sfida del web al cospetto delle Big Tech, il continente non intende correre il rischio di sacrificare anche quella monetaria. L'emendamento che rafforza il sostegno politico all'euro digitale - richiamando la necessità di ridurre la dipendenza da Paesi terzi - ha raccolto un consenso trasversale di 438 eurodeputati. Quello dedicato alla parità di accesso ai pagamenti, per evitare nuove forme di esclusione, è stato approvato con 420 voti favorevoli. Sul fronte italiano, il passaggio in Aula ha offerto un allineamento che non è passato inosservato: dopo gli stracci volati la scorsa settimana, Roberto Vannacci - ormai tra i non iscritti - e la Lega si sono ritrovati a essere gli unici italiani schierati contro il progetto. Sull'altro emendamento, il partito di Matteo Salvini ha scelto la via dell'astensione, mentre l'ex generale è rimasto il solo italiano a esprimere voto contrario. In entrambe le votazioni, il resto della maggioranza di governo - Fratelli d'Italia e Forza Italia - si è invece schierato con convinzione a favore, così come l'opposizione, compatta con M5S, Pd e Avs. "Missione compiuta. Il Parlamento europeo ha dimostrato l'esistenza di una maggioranza ampia e solida", ha gioito Tridico - relatore ombra del dossier per l'Europarlamento -, sollecitando il responsabile del fascicolo del Ppe, lo spagnolo Fernando Navarrete, ad accelerare, abbandonando indugi e resistenze che si riflettono nelle divisioni tra le file degli stessi popolari. Polacchi, diversi nordici e alcuni spagnoli e francesi del gruppo di Manfred Weber restano infatti contrari, temendo un progetto costoso e invasivo per l'iniziativa privata. Il primo atto della partita che dovrebbe portare l'euro digitale a vedere la luce nel 2029 è arrivato dopo settimane di tensione. L'11 gennaio, 68 esperti e accademici (tra cui il francese Thomas Piketty) avevano chiesto agli eurodeputati di non cedere alle pressioni "miopi della lobby finanziaria", incrociando le lame con le grandi banche - Deutsche Bank a Bnp Paribas e Ing su tutte - in allerta su depositi e margini. A rafforzare il fronte si è aggiunta anche la voce della European payments initiative (Epi), madre di Wero, l'alternativa continentale ad Apple Pay nata nel 2024 e già forte di 48,5 milioni di utenti tra Belgio, Francia e Germania. Nella visione promossa dall'Eurocamera, l'euro digitale diventa l'ultima rete di sicurezza nei confronti dell'assertività di Washington. "Vogliamo evitare di dipendere da sistemi che non sono nelle nostre mani", ha spiegato di recente Piero Cipollone, membro del board Bce e responsabile del progetto. Ma il rischio percepito è soprattutto quello del tempo: per molti, attendere ancora tre anni per la prima emissione potrebbe rivelarsi un lusso che l'Europa non può permettersi.

Autore: ANSA