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Utile record, Mossa: “Concorrenza dall’AI? Non ha senso”
L’utile netto dell’istituto segna un record assoluto a 445,8 milioni (+3,4%), le masse superano i 113 miliardi, in crescita del 9,3%, e il dividendo sale a 2,9 euro per azione. Ma in Borsa sui titoli del risparmio gestito si abbattono le vendite per il timore che l’AI possa fare concorrenza alle reti dei consulenti finanziari. Mossa: “Non siamo gli Usa, in Italia il risparmio è un affare di famiglia”
Banca Generali chiude il 2025, l'anno della tentata opa da parte di Mediobanca, con un utile netto di 445,8 milioni (+3,4%), il maggiore della sua storia, di cui 131,2 milioni (+41,7%) nel quarto trimestre, masse gestite e amministrate al nuovo record di 113,5 miliardi (+9,3%), la raccolta netta oltre 6,8 miliardi (+2,9%). Può così distribuire ai soci, a partire dal Leone, un dividendo in crescita a 2,9 euro per azione, e di migliorare alcuni target per il 2026. Ma tutto questo non basta a invertire la rotta (-7,6%) in Borsa dove un'ondata di vendite si è abbattuta sui titoli del risparmio gestito per i timori che l'intelligenza artificiale possa far perdere clienti alle società dove il consulente finanziario in carne e ossa è ancora centrale. Non è andata meglio a Fineco (-9%) e Mediolanum (-9,5%) Che il modello italiano sia diverso da quello americano lo sottolinea Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali. "L'idea che l'Ai possa fare da consulente finanziario in Italia non ha senso" afferma e spiega che qua il risparmio è "un affare di famiglia" e "i clienti cercano consigli umani non l'interazione con una macchina". A far scattare il sell-off sulle società del risparmio, martedì a Wall Street e il giorno successivo in Europa, è stato un nuovo servizio per la pianificazione fiscale lanciato da Altruist, la fintech californiana che sulla piattaforma Hazel già permette di elaborare con l'AI dichiarazioni dei redditi, buste paga ed estratti conto. La reazione dei mercati è stata bollata come "esagerata" da Barclays anche perché in Italia gli intermediari finanziari agiscono come sostituto d'imposta e non devono essere i clienti a fare da sé per la parte fiscale. Inoltre, il Paese è in ritardo nell'uso degli strumenti digitali dell'AI e serviranno alcuni anni affinché le cose cambino. Nel frattempo, Mossa può annunciare che "abbiamo iniziato questo nuovo esercizio con il passo giusto e lo affrontiamo con fiducia e ambizione, consapevoli del contesto caratterizzato da crescenti incognite e volatilità". "Riteniamo essenziale - aggiunge - rivolgere un segnale di grande attenzione ai nostri azionisti, attraverso una proposta di incremento costante della cedola". L'a.d di Banca Generali dice di vedere "sinergie crescenti sotto l'ala del Lene" dove conferma i target dell'insurtech con Alleanza. Con l'acquisizione di Intermonte, infine, l'avvio è stato anche meglio delle previsioni.