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“Tim vale il 10% in più”: analisti in pressing su Poste
Ubs e Kepler vedono margini di aumento del prezzo dell’Opas lanciata da Poste Italiane. Il cda di Tim si deve ancora esprimere sulla congruità dell’offerta. Del Fante: “Si tratta di un settore molto strategico e c'è una transizione in atto: o la cavalchi o non lo fai. Noi vogliamo cavalcarla. Abbiamo un bilancio molto solido e faremo tutto il necessario per sostenere gli investimenti di Tim"
Il valore che Poste assegna Tim fa discutere gli analisti, dopo Ubs anche Kepler vede margini per un rialzo del prezzo dell'Opas di almeno il 10%, anche se il management ha dichiarato di non avere intenzione di aumentarlo. Il cda di Tim non si è ancora espresso, l'analisi (con Evercore e Goldman Sachs come advisor finanziari) è appena iniziata, mentre l'ad di Poste Matteo Del Fante difende l'operazione, prima sulle pagine del Financial Times e ora ai microfoni di Bloomberg Tv, invitando a guardare alle prospettive di crescita che si stanno aprendo per le tlc e agli investimenti che, entrando nell'orbita di Poste, saranno garantiti. "È il momento di pensare a dove saremo tra 10-15 anni - ha detto Del Fante - si tratta di un settore molto strategico e c'è una transizione in atto: o la cavalchi o non lo fai. Noi vogliamo cavalcarla". Del Fante ha spiegato che Poste Italiane è "platform company che per definizione è fatta di clienti e prodotti legati dalla tecnologia e con Tim c'è un incastro perfetto. Abbiamo un bilancio molto solido - aggiunge - e faremo tutto il necessario per sostenere gli investimenti di Tim". Il mercato "ha apprezzato i risultati e noi ci siamo resi conto che dovevamo puntare al pieno controllo della società perché con una quota del 27%, non stavamo ottenendo pieno beneficio dalle sinergie". Gli analisti su questo concordano ma proprio per questo "sulla base delle sinergie previste, dell'influenza delle minoranze nel sistema di governance aziendale di Tim e dei multipli recentemente pagati in transazioni simili, riteniamo che vi siano validi motivi per un ulteriore aumento di almeno il 10% dell'offerta di Poste Italiane". L'ad di Poste Matteo Del Fante ha recentemente ribadito (in una conversazione con il FT) che l'offerta dal suo punto di vista è equa ma gli analisti non concordano. "Riteniamo che il prezzo dell'offerta sia basso; ipotizziamo un 'valore attuale netto' (la stima dei flussi di cassa, ndr) per le sinergie di circa 5 miliardi di euro pertanto riteniamo che agli azionisti di Tim dovrebbero essere corrisposti circa 2,5 miliardi di euro in aggiunta al valore equo autonomo, pari a un premio del 20% anziché del 9% offerto". In Borsa Poste conclude la seduta a -0,18 a 22,09 euro e Tim a +0,37% a 0,66 euro ma Kepler alza il target price a 0,8 euro scommettendo sulla " maggiore crescita e il minore indebitamento rispetto ai concorrenti, il rapido miglioramento dei rendimenti, l'elevata esposizione sia al tema dei titoli sovrani che al consolidamento del mercato, e il premio di acquisizione".