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FEDERAL RESERVE
21/04/2026

Warsh: “non sarò un burattino nelle mani di Trump”

Il banchiere nominato da Trump per sostituire Jerome Powell alla presidenza della Fed rivendica la sua autonomia e indipendenza. Tra le innovazioni che vuole introdurre, c’è il ridimensionamento della “forward guidance”. Quanto ai suoi legami opachi con Wall Street e la Silicon Valley e il suo ingente patrimonio, Warsh dice di aver già stabilito gli asset da vendere nei primi 90 giorni
 

Kevin Warsh assicura che non sarà un "burattino" nella disponibilità del presidente americano Donald Trump, da cui è stato designato alla guida della Federal Reserve del dopo Jerome Powell: rivendica, al contrario, un'autonomia e un'indipendenza sulla politica monetaria, essenziali per assicurare "la credibilità" della più importante Banca centrale del pianeta. Sotto un presidente diverso, Warsh avrebbe superato l'udienza di conferma della Commissione bancaria del Senato senza difficoltà. Nel 2006, strappò l'unanimità come governatore, ottenendo il sostegno ad appena 35 anni anche di senatori che siedono ancora oggi nella stessa Commissione. Nell'occasione, fu persino presentato dal senatore Chuck Schumer, oggi leader democratico al Senato, che elogiò il sostegno di Warsh all'indipendenza della Fed. Il presidente designato ha assicurato che non accetterebbe ordini da Trump in materia di politica monetaria e di non aver mai ricevuto richieste per abbassare i tassi d'interesse. "Nel corso delle nostre conversazioni, il presidente non mi ha mai chiesto di predeterminare, impegnarmi, stabilire o decidere alcunché in merito ai tassi d'interesse. Né io accetterei mai di farlo", ha replicato alle domande dei senatori, pur dicendosi "onorato che il presidente mi abbia candidato per questa posizione e agirò in modo indipendente, qualora venissi confermato". Appena poco prima, in un'intervista alla Cnbc, The Donald ha ammesso che rimarrebbe "deluso" se una Fed guidata da Warsh non provvedesse ad abbassare i tassi d'interesse, motivo di forte contrasto con Powell, verso cui il tycoon ha lanciato i suoi strali e ha appoggiato un'indagine penale ai suoi danni per i costi di ristrutturazione della sede della Fed, andati ben oltre il budget iniziale. Warsh ha fatto notare che la maggior parte dei presidenti predilige tassi più bassi e che i leader politici eletti esprimono opinioni senza compromettere l'indipendenza della Banca centrale, pur anticipando una diversa postura. Il proposito è di ridimensionare la tendenza della Fed a preannunciare in anticipo le decisioni sui tassi, rilevando che la cosiddetta "forward guidance" ('l'indicazione prospettica) possa rendere i titolari delle politiche monetarie lenti nel cambio di rotta di fronte alle nuove condizioni economiche: "La Fed dice al mondo intero quali saranno le sue previsioni: ebbene, la Fed è composta da esseri umani e, di conseguenza, tende a rimanere ancorata a tali previsioni più a lungo di quanto dovrebbe". Ha citato l'esempio del biennio 2021-22, quando l'inflazione toccò i massimi da 40 anni, sulla scia del Covid-19. La stretta partì solo a inizio 2022, quando la dinamica dei prezzi era quasi al 7%. "Ritengo che, se la Fed attendesse di riunirsi prima di prendere una decisione, si eviterebbe alla Banca centrale di aggravare i propri errori. Credo si tratti di novità importanti e necessarie; se la mia nomina verrà confermata, non vedo l'ora di attuarli", ha detto. Warsh, alle accuse di opacità delle sue dichiarazioni finanziarie, tra investimenti in società hi-tech, cinesi e altro, che lo potrebbero far diventare con un patrimonio stimato in circa 200 milioni di dollari il presidente più ricco della Fed a 56 anni, ha obiettato di aver definito gli asset da vendere nei primi 90 giorni, senza fornire dettagli. Una delle informazioni più rilevanti riguarda due partecipazioni in un veicolo d'investimento denominato 'Juggernaut Fund', ciascuna del valore superiore ai 50 milioni di dollari: sono considerate la prova dei legami molto stretti del candidato alla presidenza della Fed con Wall Street e la Silicon Valley.

Autore: ANSA