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ASSICURAZIONI
23/04/2026

Unicredit sale all'8,7% in Generali

Piazza Gae Aulenti definisce la quota “un investimento finanziario”, ma anziché scendere dal 6,7% di un anno fa al 2%, come molti credevano, si è invece rafforzata nel capitale diventando il terzo azionista del Leone dietro Mediobanca (ora Mps) e alla Delfin della famiglia Del Vecchio, superando Caltagirone. La circostanza è emersa dalla lettura del libro soci all’assemblea del gruppo triestino
 

Unicredit si è rafforzata in Generali dove ha portato la sua quota all'8,72% da poco meno del 6,7% con cui aveva votato un anno fa per la lista di Caltagirone per il rinnovo del cda, battuta allora dai candidati di Mediobanca. La sorpresa per una partecipazione che la banca guidata da Andrea Orcel continua a definire "un investimento finanziario", mentre si pensava l'avesse ridotta al 2%, è arrivata dalla lettura del libro soci fatta dal presidente del Leone, Andrea Sironi, durante l'annuale appuntamento degli azionisti a Trieste. All'assemblea, durata due ore e mezza, ha partecipato il 69,69% del capitale. Attraverso il rappresentante designato ha votato, praticamente all'unanimità con percentuali anche superiori al 99% dei 'presenti', tutti i punti all'ordine del giorno. Dal bilancio al dividendo salito a 1,64 euro per azione, dalla conferma dell'attuale collegio sindacale fino al buyback da 500 milioni. In sede straordinaria ha modificato lo statuto per adeguarlo alla Legge Capitali sulla lista del cda. Il ceo Philippe Donnet, dopo aver rivendicato gli "eccellenti risultati" raggiunti nello scorso esercizio, ha sottolineato che il 2026, "in un modo caratterizzato da incertezze e tensioni geopolitiche sempre più forti", "è l'anno centrale di 'Lifetime Partner 27: Driving Excellence', e sarà quindi uno spartiacque fondamentale verso il suo completamento e il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi" del piano. Fra gli azionisti della compagnia al primo posto con una quota del 13,19% c'è sempre Piazzetta Cuccia, finita sotto il controllo di Mps. La Delfin degli eredi di Leonardo Del Vecchio resta al 10,05%, Caltagirone al 6,26% e i Benetton al 4,86 per cento. Piazza Gae Aulenti invece si è ben posizionata ed è ora il terzo socio di Generali davanti al gruppo romano. "La nostra partecipazione è un investimento finanziario. Ci garantisce un rendimento finanziario interessante. La posizione complessiva è in gran parte coperta, il che riduce al minimo l'esposizione economica e l'assorbimento di capitale", ha indicato la banca riferendosi alla copertura dal rischio attraverso derivati. Ha ricordato che "abbiamo inoltre una partnership commerciale con Generali in diverse aree di business" riferendosi all' accordo di bancassurance nel Centro ed Est Europa, che il ceo di Generali Philippe Donnet gradirebbe ampliare, come ha già fatto sapere. Il manager francese inoltre ha di recente auspicato che il Leone vada a sostituire Axa-Bnp Paribas nell'accordo nel risparmio gestito con Mps, in scadenza l'anno prossimo. In pentola bolle però anche altro soprattutto dopo la conferma di Luigi Lovaglio come ad del Monte e il riaffacciarsi dell'ipotesi di un terzo polo bancario con Banco Bpm, che avrebbe ripercussioni a valle su Generali. Qui l'attuale assetto potrebbe modificarsi qualora Siena, oppure Delfin dove manca ancora un accordo fra gli eredi, decidessero di alleggerire le loro quote. E fra i possibili candidati all'acquisto per mettere in sicurezza il gruppo triestino il mercato guarda proprio a Unicredit. O in alternativa a Intesa Sanpaolo, che però ha sempre smentito di essere interessata. Ai soci oggi Donnet ha parlato di "forte impegno a garantirvi una remunerazione stabile e crescente nel tempo" ricordando che "il dividendo per azione relativo all'esercizio 2015, l'ultimo prima della mia entrata in carica come group ceo nel marzo 2016, era stato di 72 centesimi, meno della metà di quello attuale". Sironi da parte sua ha segnalato che "non si tratta soltanto di attraversare fasi difficili, ma di farlo mantenendo lucidità, coerenza strategica e un orientamento di lungo periodo, offrendo punti di riferimento affidabili in un contesto che appare sempre più frammentato. Generali ha dimostrato, ancora una volta, di possedere queste caratteristiche".

Autore: ANSA