Focus On

EREDITA’
30/04/2026

Svolta su Delfin: c’è l’accordo

Leonardo Maria del Vecchio liquiderà con 10 miliardi i fratelli Paola e Luca rilevando il loro 25% della cassaforte di famiglia, la lussemburghese Delfin, salendo così al 37,5%. A favorire l’accordo la decisione sui dividendi presa dall’assemblea Delfin con il solo voto contrario di Rocco Basilico e cioè, innalzare dal 10 all’80% la soglia di utile distribuibile, aiutando a sciogliere il nodo delle tasse di successione

C'è la svolta sul riassetto di Delfin e soprattutto per scrivere la parola fine alla battaglia sull'eredità dopo quattro anni dalla scomparsa del fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio. Il quartogenito Leonardo Maria Del Vecchio e i fratelli Paola e Luca hanno firmato l'accordo per il trasferimento per circa 10 miliardi di euro delle quote di questi ultimi, pari al 25% del capitale della cassaforte lussemburghese, al primo, che salirà così al 37,5% dopo il via libera ottenuto lunedì scorso dall'assemblea di Delfin. In parallelo i tre eredi hanno siglato un'intesa per chiudere la successione entro il 27 giugno prossimo, quando ricorre il quarto anniversario dalla morte del padre. E’ rimasta aperta per i veti incrociati e le cause legali avviate da alcuni degli otto eredi. Paola, nata dal primo matrimonio di Leonardo del Vecchio, aveva accettato il testamento con beneficio d'inventario. Lo stesso aveva fatto Luca, insieme a Clemente, entrambi figli della compagna del fondatore, Sabrina Grossi. L'impegno, che dovrebbe arrivare anche da Clemente, è di dare ora seguito al testamento chiudendo le pendenze ereditarie. A favorire questo passaggio è stata la decisione sui dividendi presa sempre lunedì in assemblea con il solo voto contrario di Rocco Basilico, nato dal primo matrimonio della vedova di Del Vecchio Nicoletta Zampillo, madre di Leonardo Maria nonché lei stessa socia della cassaforte. La scelta di togliere il tetto del 10% che ha finora limitato la distribuzione delle cedole e di portarla d'ora in avanti all'80% dell'utile nel triennio 2025, 2026 e 2027 aiuterà infatti con i miliardi in arrivo a sciogliere i nodi delle tasse di successione. L'operazione riporta importanti capitali in Italia, come sottolineano fonti finanziarie evidenziando la volontà del quartogenito di centralizzare il controllo della holding lussemburghese e investire sul territorio nazionale. In ballo c'è anche la conclusione del pagamento per il legato, cioè il lascito testamentario, di oltre 2 milioni di azioni EssilorLuxottica a favore di Francesco Milleri, presidente sia di Delfin sia del gruppo delle lenti e degli occhiali di cui è pure amministratore delegato e dove l'anno prossimo andranno rinnovati i vertici. "Semplificare è sempre una cosa buona. Questo ce l'ha insegnato Leonardo Del Vecchio", ha detto pochi giorni fa Milleri a proposito del rafforzamento, per diventare primo azionista in Delfin, del chief of strategy officer di EssilorLuxottica nonché presidente di Ray-Ban. Nell'ambito del riassetto ormai quasi concluso i più generosi dividendi permetteranno poi proprio a Leonardo Maria di pagare almeno gli interessi sul maxifinanziamento che sta finalizzando attraverso Lmdv Fin con un pool di banche composto da Unicredit, Bnp Paribas e Credit Agricole. La linea di credito in negoziazione dovrebbe aggirarsi intorno agli 11 miliardi per comprendere anche 1 miliardo per rifinanziare il debito della Lmdv Capital, il family office con il quale l'imprenditore quasi 31enne ha acquisito di recente il 30% de Il Giornale e la maggioranza di Editoriale Nazionale (QN, Il Resto del Carlino, La Nazione) dopo aver rilevato marchi della ristorazione come Twiga e l'acqua Fiuggi. C'è poi da capire se Delfin deciderà di far cassa anche vendendo le sue partecipazioni finanziarie. In pancia oltre al 32,4% di EssilorLuxottica e al 28,1% di Covivio la holding ha infatti anche il 17,5% di Mps, il 10% di Generali e il 2,7% in Unicredit. Interpellato sulle possibili mosse del suo socio, il ceo del Leone, Philippe Donnet, ha opposto un sostanziale no comment. "Non definiamo la strategia del gruppo con i vincoli dei nostri azionisti. Quello che succede in Delfin dai nostri azionisti non c'entra niente col nostro operato" ha risposto a una domanda in audizione davanti alla Commissione banche del Senato.

Autore: ANSA