Focus On
Il digitale avanza, boom dei bonifici istantanei
Prelievi di contante in calo (ma cubano pur sempre 339 miliardi), assegni verso l’estinzione: l’avanzata dei pagamenti elettronici innescata dalla pandemia è inarrestabile. In Italia i pagamenti con lo smartphone arrivano a 635 milioni di transazioni per un controvalore di 19,8 miliardi di euro, ma i bonifici istantanei volano a 100 milioni di operazioni, quasi un terzo dei bonifici totali
Prosegue l'avanzata dei pagamenti con carte, bonifici e smartphone fra gli italiani mentre i prelievi di contante agli Atm scendono ma non crollano. Dai dati ricavati dalla nuova piattaforma statistica della Banca d'Italia si conferma, nel 2025, la crescita degli strumenti digitali innescata dalla pandemia con un balzo dei bonifici istantanei, grazie alle nuove norme Ue che ne hanno parificato i costi a quelli ordinari. Il numero di transizioni con carte di credito e debito e bonifici è quindi ancora una volta salito lo scorso anno mentre il controvalore è rimasto stabile dopo anni di crescita. Giù a capofitto gli assegni, uno strumento in negativo. Spicca appunto il successo dei bonifici istantanei. Da 15 milioni del quarto trimestre 2022 sono arrivati a 100 milioni sui 347 milioni di bonifici totali dello stesso trimestre 2025. Le norme Ue che hanno progressivamente reso più sicuro e facile questo strumento sono stati un fattore di spinta quando hanno imposto alle banche di renderli disponibili (assieme a un controllo sulla corrispondenza con il nome del beneficiario) e allo stesso costo degli ordinari. Si conferma poi la diffusione dei pagamenti con lo smartphone, divenuto oramai uno strumento multiuso. Nell'ultimo trimestre del 2025, nell'ambito della crescita generale dei pagamenti con carte, quelli con il mobile hanno totalizzato 635 milioni di operazioni, in lieve calo rispetto al terzo trimestre (ma ben superiori alla prima parte dell'anno) con un controvalore che è salito da 19,1 a 19,8 miliardi di euro. Da segnalare poi come il contante, che fino a qualche anno fa possedeva il primato indiscusso in Italia, sia sceso a seguito della diffusione dei pagamenti digitali e delle norme antiriciclaggio ma resiste anche, forse, per fattori anagrafici. Due i segnali: i prelievi agli Atm o agli sportelli bancari sono scesi ma non crollati. Erano pari un valore complessivo di 339 miliardi di euro nel 2025 contro i 352 del 2024. Il numero di operazioni è passato da 1.112.676 a 1.060.461. Il canale privilegiato restano gli Atm nei quali si usano carte di debito o credito. Non a caso malgrado le banche continuino a ridurre le filiali, la discesa degli Atm avviene a tassi inferiori. A fronte di 517 filiali in meno, gli Atm bancari sono calati di 361 unità. Peraltro, le tabelle evidenziano come, al contrario, siano aumentati gli Atm non bancari presso imprese e luoghi pubblici e quelli delle Poste, passati da 8.125 a 8.818 unità (peraltro saliti oltre quota novemila nel 2026 secondo i dati del gruppo). Il totale Atm nel 2025 è salito così a poco sotto le 45mila unità contro i 44.500 del 2024.