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Unicredit diserta l’assemblea Commerzbank
Il gruppo di Piazza Gae Aulenti, come lo scorso anno, non ha depositato le azioni per partecipare all’assemblea degli azionisti dell’istituto tedesco, ma ha accresciuto l’esposizione potenziale grazie ai derivati, portandola al 40,69%. E il clima è pronto a surriscaldarsi con l’avvicinarsi del termine dell’Ops (16 giugno). Riguardo alla cessione delle attività in Russia, al momento non ci sarebbero passi avanti
Unicredit, come un anno fa, non deposita le azioni e diserta ancora l'assemblea di Commerzbank. La mossa del gruppo di Piazza Gae Aulenti non sorprende, anche considerando le critiche sulle performance e consigli su strategie più efficaci. La posizione, in qualche modo di opportunità, arriva mentre prosegue l'offerta pubblica di scambio lanciata dall'istituto italiano su Commerzbank. A due settimane dall'inizio dell'Ops le adesioni, secondo l'ultimo aggiornamento, ammontano allo 0,02%. Il clima è probabile che si scalderà in prossimità della chiusura dell'operazione fissata al 16 giugno. Intanto cresce l'esposizione potenziale di Unicredit che ha raggiunto il 40,69%. A salire al 10,7% sono i derivati regolati esclusivamente in contanti e che, quindi, non prevedono la consegna di ulteriori azioni. Resta invariata la quota in azioni che è al 26,77% del capitale e il pacchetto del 3,22% legato a total return swap. L'assemblea convocata nelle prossime ore al RheinMain CongressCenter di Wiesbaden, ad una mezz'ora d'auto da Francoforte, non appare come un banco di prova per la ceo Bettina Orlopp e i suoi manager, vista proprio l'assenza di Unicredit, primo azionista e vera spina nel fianco. Lo scorso anno, nelle stesse condizioni, le azioni intraprese dai vertici dell'istituto tedesco ottennero il pieno plebiscito dell'assemblea, a fronte di poco meno del 50% del capitale presente. Ora, nel pieno dell'Ops, la tensione è alle stelle e l'unica stampella a cui aggrapparsi per Commerz resta il 12% ancora in mano allo Stato tedesco. Allo stesso tempo il cda e il consiglio di Sorveglianza hanno rispedito al mittente l'offerta di Unicredit, ribadendo che è a sconto. Poi, punto per punto, è stato smontato il piano messo sul tavolo dal gruppo italiano definendolo vago e rischioso. Unicredit ha replicato alle argomentazioni tedesche definendole infondate e prive di dati a supporto. Lo scontro è solo all'inizio, a meno che dopo due colloqui improduttivi, Orcel e Orlopp convergano su una visione comune. Nel frattempo, da Mosca, il ministero delle Finanze russo ha fatto saper di non aver ricevuto, al momento, ancora alcuna richiesta da parte di Unicredit di separare le proprie attività. A inizio mese Gae Aulenti ha annunciato la firma di un accordo non vincolante per la vendita di parte del suo business in Russia a un investitore con base negli Emirati Arabi Uniti, vendita da realizzarsi previo spin-off di parte delle attività della sua controllata Ao Bank. Il closing dell'operazione è atteso nel primo semestre del prossimo anno.