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Il monito della Bri: “La bolla rischia di scoppiare”
L’istituto di Basilea, alla vigilia del vertice di Sintra in cui si riunisce il gotha delle banche centrali lancia l’allarme sulla stabilità finanziaria e la crescita globale. La prima minaccia è l’ingente flusso di investimenti per l’IA, giudicato eccessivo come ai tempi della bolla delle dotcom, poi l’inflazione e l’eccessivo debito pubblico: "Occorre agire subito. Ogni ritardo renderà gli aggiustamenti necessari più costosi"
Anche la Bri, la banca dei regolamenti internazionali definita la 'banca centrale delle banche centrali' si unisce a chi teme gli effetti devastanti dello scoppio della bolla dell'Ia sui mercati. Una situazione di instabilità che si inserisce in quadro di rallentamento dell'economia e di inflazione elevata sempre più al centro del focus delle banche centrali il cui gotha mondiale si riunirà, da lunedì fino al 1 luglio, a Sintra, in Portogallo. Certo, nel suo rapporto annuale, l'istituto con sede a Basilea individua una serie di minacce alla stabilità della finanza e alla crescita mondiale: il rapporto li chiama infatti "punti di pressione": in primis l'Ia il cui flusso massiccio di investimenti potrebbe rivelarsi eccessivo come già visto con la bolla del dotcom fra fine anni '90 e l'inizio del 2000. C'è poi l'alta inflazione che anche una tregua, sempre più fragile, in Medio Oriente non riuscirà a scalfire nel breve. E per questo la Bri chiede alle banche centrali di alzare i tassi se necessario non curandosi degli effetti immediati sull'economia. Un messaggio che cade appunto alla vigilia del forum Bce di Sintra, che assieme a quello di Jackson Hole di fine agosto, è uno dei principali summit per la politica monetaria e al quale prenderà parte anche il nostro governatore Fabio Panetta. La giornata culmine sarà mercoledì con un panel composto da Andrew Bailey governatore della Bank of England la presidente Bce Christine Lagarde Tiff Macklem della Bank of Canada e Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve. Si vedrà così quanto distanti saranno le posizioni sulle due sponde dell'Atlantico le cui economie marciano a ritmi differenti. Ma un avviso dal mondo della politica monetaria va anche ai governi e alla politica, specie quelli più indebitati che fra alto debito e tassi di interesse più alti avranno "meno margine di manovra" e strumenti per rispondere a delle crisi. Occorre, rileva la Bri, "garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, rafforzare la stabilità finanziaria anche al di fuori del settore bancario. Per il direttore generale della Bri Pablo Hernández de Cos "occorre " agire subito. Ogni ritardo renderà gli aggiustamenti necessari più costosi". Rispetto a qualche anno fa, "il crescente ruolo degli hedge fund ad alta leva finanziaria che crea un nuovo legame tra debito sovrano e stabilità finanziaria, aumentando i rischi per la stabilità".