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Icop lancia un’Ops totalitaria su Trevi
La società friulana offre 0,133 azioni proprie di nuova emissione per ogni azione Trevi per un valore pari a 4,16 euro, il 20% in più rispetto ai 3,47 della chiusura di venerdì 26 giugno. Icop si prepara anche a traslocare dall’Egm al listino principale di Piazza Affari, da cui Trevi verrà invece delistata. L’obiettivo è creare un leader internazionale nelle fondazioni speciali e nell’ingegneria del sottosuolo
Icop rompe gli indugi e lancia un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Trevi, mettendo sul piatto un premio di oltre il 20%. Venerdì scorso l'azienda romagnola attiva negli scavi e nelle fondazioni aveva chiuso a 3,47 euro, mentre la concorrente friulana offre oggi 0,133 azioni proprie di nuova emissione per ogni titolo Trevi conferito, esprimendo un valore di 4,16 euro contro i 3,47 euro dell'ultimo prezzo del 26 giugno. Per farlo Icop ricorrerà ad un aumento di capitale, che sarà oggetto del voto nell'assemblea straordinaria convocata per il prossimo 28 luglio. Nel contempo il consiglio di amministrazione della società quotata sul mercato Egm di Piazza Affari ha approvato il passaggio al listino principale, da cui verrà rimossa invece Trevi una volta conclusa l'integrazione. L'obiettivo dell'azienda di Basiliano (Udine) è di creare un "campione industriale italiano con leadership internazionale nelle fondazioni speciali, nell'ingegneria del sottosuolo e nelle soluzioni per infrastrutture complesse e strategiche". Il mercato accoglie con favore l'operazione, spingendo il titolo di Trevi a +11,6% a 3,95 euro. Messe insieme le due aziende creano un portafoglio ordini di oltre 2,2 miliardi e generano ricavi pro-forma di più di 1 miliardo di euro. Tra di loro sono complementari in quanto a presenza geografica e a regime potranno generare sinergie per 120-140 milioni di ricavi in più l'anno e tra i 55 e i 75 milioni annui di margine operativo lordo aggiuntivo. Icop opera in Francia, Italia, Germania, nei Paesi Scandinavi e ha avviato un percorso di espansione negli Stati Uniti. Trevi invece è attiva soprattutto in Asia, nel Pacifico e nel Nord America. Il piano post-integrazione prevede diverse direttrici strategiche, dallo sviluppo commerciale, alla rifocalizzazione geografica, dall'aumento dell'efficienza operativa alla razionalizzazione delle strutture aziendali e all'ottimizzazione finanziaria. Icop valuterà poi "eventuali opzioni strategiche" relative alla divisione macchine di Trevi. Tra queste c'è la possibilità di "procedere alla sua valorizzazione anche attraverso operazioni straordinarie", ossia vendere. Lo scopo è di "massimizzarne il valore" e di "consolidare la focalizzazione del nuovo gruppo integrato sulle attività core nelle fondazioni speciali e nell'ingegneria del sottosuolo". Su questo fronte, però, sono escluse per il momento trattative con soggetti terzi.