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Banco Bpm: Credit Agricole rafforza la presa
L’istituto francese notifica a Consob di essere salito al 29,3% del capitale, ma per ora nega di voler chiedere alla Bce l’autorizzazione a superare il 30%. Nella lettera a Consob, la banca si limita a dire di "aver deciso di rafforzare la propria partecipazione" nei limiti previsti dall’autorizzazione ottenuta da Bce. Le dichiarazioni di intenzioni vincolano chi le sottoscrive a rispettarle per sei mesi
Il Credit Agricole notifica a Consob l'aumento al 29,3% della sua partecipazione in Banco Bpm e per ora non manifesta l'intenzione di chiedere alla Bce di superare la soglia del 30% del capitale, oltre la quale sarebbe costretta a lanciare un'opa totalitaria sull'istituto guidato da Giuseppe Castagna. La partecipazione, emerge dalle comunicazioni alla Consob, è costituita per il 28,64% da azioni e per la restante parte (0,66%) da derivati. Avendo superato la soglia del 25% del capitale - la precedente notifica dei francesi era al 20,1% - la comunicazione è accompagnata dalla dichiarazione di intenzioni. Nel documento l'Agricole si limita a dire di "aver deciso di rafforzare la propria partecipazione" acquistando azioni entro la soglia del 30% del capitale votante del Banco "in conformità" con l'autorizzazione rilasciata lo scorso 9 gennaio dalla Bce. Autorizzazione in base alla quale la banca francese "non è autorizzata" e "non ha fatto richiesta" di "superare la soglia del 30%" del capitale né ha la possibilità di "esercitare il controllo" su Bpm mentre, questo sì, "ha eletto 4 consiglieri" nell'assemblea dello scorso aprile. Credit Agricole, che "già qualifica il suo investimento" in Bpm "come idoneo a conferire una influenza significativa sulla banca", "non intende proporre la nomina o la rimozione" del cda e del collegio sindacale e conferma di aver agito da sola attingendo a risorse disponibili. Nell'agosto del 2025, in una comunicazione analoga - allora la banca francese aveva superato il 20% del Banco come posizione aggregata -, l'Agricole aveva detto di aver chiesto alla Bce l'autorizzazione a salire sopra il 20% del capitale votante assicurando però che avrebbe mantenuto "la propria partecipazione al di sotto della soglia d'Opa obbligatoria". Le dichiarazioni di intenzioni vincolano chi le sottoscrive a rispettarle per sei mesi.