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GEOPOLITICA
14/07/2026

Rotta la tregua con l’Iran, il petrolio risale

Il ritorno della tensione nello stretto di Hormuz fa ripartire al rialzo i prezzi dell’energia, con il petrolio Wti che torna a superare gli 80 dollari al barile e il Brent che si avvicina ai 90 dollari. Tuttavia, per il momento la situazione appare sotto controllo e in Italia le scorte di gas hanno superato il 70%, nonostante la corsa dei prezzi sia ripartita. Le Borse si mantengono caute

I nuovi attacchi nello stretto di Hormuz, con il crollo della fragile tregua tra Usa e Iran, spingono al rialzo il petrolio tanto che il Wti supera, nel corso della seduta, gli 80 dollari al barile. Lo stesso accade per il Brent che oltrepassa gli 87 dollari, per la prima volta in un mese. L'effetto più immediato è che il conflitto ha fatto salire i prezzi del greggio di quasi il 14% dall'inizio della settimana. "Finché il blocco statunitense rimarrà in vigore, ci sarà un rischio maggiore che l'Iran reagisca interrompendo le esportazioni di petrolio da altri paesi del Golfo per un periodo più lungo" sintetizzano gli analisti di Capital Economics citati da Bloomberg. "Il punto chiave - aggiungono - è che il mercato petrolifero globale si trova ora in una posizione più vulnerabile nel resistere a ulteriori shock di offerta rispetto a quanto non fosse all'inizio di quest'anno". Infatti, sebbene i mercati petroliferi abbiano un margine di sicurezza grazie ad un consistente numero di barili transitati da Hormuz nelle ultime settimane, le scorte restano basse. A questo si aggiungono i prezzi dei carburanti che stanno salendo più velocemente rispetto al petrolio, alimentando la pressione inflazionistica con le banche centrali in allerta. Tuttavia, la situazione resta sotto controllo e, un esempio, lo fornisce il gas le cui scorte hanno superato, per la prima volta, il 70% da inizio anno in Italia. Nel dettaglio con il 70,75% a 193,43 TWh i depositi nazionali di gas si portano sui livelli del luglio dello scorso anno, nonostante la corsa dei contratti future sul mese di agosto a 53,6 euro al megawattora. Le scorte Ue sono al 52,21% a 590,2TWh, mentre quelle tedesche sono al 44,26% a 109,22 TWh. Da notare che la Germania è il primo paese dell'Ue per capacità di stoccaggio a 246,79 TWh, seguita dall'Italia con una capacità complessiva di 203,42 TWh. In questo contesto le Borse continuano ad essere caute. E anche l'inflazione Usa, rallentata oltre le attese, non ha dato una scossa ai listini europei. La migliore è Francoforte con un +0,13%. Milano strappa in un +0,1% mentre è marginale Parigi a +0,03%. "Il calo dei prezzi della benzina, unito a un dato core più contenuto, rafforza la narrativa di un'inflazione che rallenta più di quanto anticipato dal mercato. Questi dati permettono alla Fed di Warsh di guadagnare margine di manovra, riducendo la pressione verso un rialzo dei tassi alla riunione di fine luglio", sottolinea Piero Di Paolo, Cross Asset Solutions di Otala.Markets.

Autore: ANSA