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AUTOMOTIVE
25/08/2026

Volkswagen: “50 mila tagli in Germania”

Il gruppo tedesco è sempre più in difficoltà e al tavolo con i sindacati annuncia drastici tagli agli stabilimenti tedeschi. In uno scenario estremo si potrebbero arrivare a perdere fino a 115.000 posti di lavoro in Germania. Il ceo Oliver Blume ha rivendicato l'adozione tempestiva di "misure correttive" per far fronte alla crisi e rimanere competitivi, ma i sindacati non ci stanno: “fiducia compromessa” 

Nuove difficoltà per il gruppo Volkswagen nel giorno dell'incontro presso la sede centrale a Wolfsburg tra vertici e dipendenti, il primo di vari confronti che coinvolgeranno gli stabilimenti Volkswagen. "Circa la metà delle misure di adeguamento riguarda la Germania", ha affermato il ceo Oliver Blume, ovvero la metà dei 50mila ulteriori tagli sarà nel Paese di cui Volkswagen rappresenta un simbolo davanti agli occhi del mondo. Ma come riporta Handelsblatt, secondo la presidente del comitato aziendale Daniela Cavallo in uno scenario estremo in Germania potrebbero essere a rischio fino a 115.000 posti di lavoro, considerando i 25.000 a cui fa riferimento Blume, i circa 50.000 già concordati e i 40.000 possibili in caso non venisse trovato un impiego alternativo per quattro stabilimenti tedeschi. Pur non nascondendo le difficoltà, Blume ha rivendicato l'adozione tempestiva di "misure correttive". Già nel fine settimana ha riconosciuto che la situazione è "più che critica" a causa della pressione proveniente dalla Cina e le turbolenze geopolitiche. Al contempo ha difeso la più grande ristrutturazione nella storia del gruppo e ha ribadito la necessità di ulteriori misure di risparmio per "rimanere competitivi". Secondo Blume, il cda "continuerà a puntare, per quanto possibile, su strumenti di gestione del personale su base volontaria". Lo scenario prevede l'esubero per decine di migliaia di lavoratori e la possibile chiusura di quattro impianti produttivi: Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm. Blume ha descritto internamente il gruppo come "sovradimensionato": "questo spesso ci rende troppo lenti e complicati", ha affermato. Dal punto di vista del cda, il gruppo ha un'urgente necessità di intervenire. A tal proposito, il ceo ha fatto riferimento al margine operativo del 3,8%, che, pur essendo solido in questa situazione difficile, "non è sufficiente per finanziare il nostro futuro con le nostre sole forze". Non si placa intanto la rabbia dei lavoratori, con la presidente del comitato aziendale Daniela Cavallo che attacca parlando di fiducia compromessa: "non si può lavorare con un amministratore delegato che non dice ai propri collaboratori come stanno le cose". La situazione negativa è certificata dai dati: rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, l'utile consolidato al netto delle imposte nei mesi da aprile a giugno è sceso del 32,9%, passando da 2,29 miliardi di euro a 1,54 miliardi di euro. Volkswagen ha già reso noto che entro il 2030 ridurrà la sua gamma del 50% e diminuirà da 12 a 9 milioni la capacità produttiva mondiale di auto. L'azienda riflette le difficoltà dell'economia tedesca, che registra una mini-crescita dello 0,3% del Pil nel secondo trimestre.
 

Autore: ANSA