Focus On

RIASSETTI
01/09/2026

Via libera al trasferimento delle quote Delfin

Il tribunale del Lussemburgo ha dato l’ok al passaggio del 25% della holding in mano a Paola e Luca Del Vecchio ai loro veicoli societari personali. Questo passaggio permetterebbe di fatto di dare in pegno le quote ed eventualmente facilitarne la vendita al fratello, dopo il fallito tentativo di inizio estate che rischia di costare centinaia di milioni in penali a Leonardo Maria Del Vecchio

Leonardo Del Vecchio aveva deciso con chiarezza: i suoi otto eredi sarebbero stati ricchissimi, ma non avrebbero avuto voce nelle vicende societarie, sulle quali dovevano guidare solo i manager che lui aveva scelto. A partire da Francesco Milleri, numero uno di EssilorLuxottica e presidente di Delfin, la holding che detiene tutte le partecipazioni della famiglia del fondatore di Luxottica. Ma ora qualcosa rischia di rompersi: come anticipato da MF Milano Finanza i giudici del Lussemburgo, dove ha sede Delfin, ai quali si sono rivolti i figli Paola e Luca Del Vecchio, hanno dato via libera al trasferimento del loro 12,5% della holding di famiglia a veicoli societari personali. Il passaggio dalla proprietà a una società può cambiare tutto, a partire dal fatto che questa può venire data in pegno per ottenere liquidità. Oltre a rendere la quota più facilmente vendibile. E' un passaggio nato in parallelo al tentativo del quartogenito Leonardo Maria di acquisire proprio le quote di Paola e Luca per un corrispettivo di cinque miliardi a testa, progetto andato in fumo a inizio estate e che ora potrebbe tra l'altro costare a Leonardo Maria centinaia di milioni in penali. Era un passaggio chiave provare a sbloccare l'esecuzione testamentaria a oltre quattro anni dalla morte del fondatore e l'insuccesso di questo tentativo ha portato all'ultima mossa di Leonardo Maria, unico erede presente in azienda: lasciare a sorpresa EssilorLuxottica. La rottura è stata soprattutto con Francesco Milleri, dopo che il Cda di Delfin non ha accettato di procedere con 'patronage' richiesto dalle banche per finanziare il progetto di concentrazione di Leonardo Maria. In quel Consiglio gli eredi Del Vecchio ovviamente non siedono, ma ora potrebbero tentare di cambiare qualcosa. Basandosi ovviamente anche sulla decisione dei giudici lussemburghesi. Potrebbero essere proprio Leonardo Maria e anche l'altro erede Clemente a seguire la stessa strada, con 'sentenze' che dovrebbero arrivare nei prossimi mesi o al più tardi in marzo. Non è escluso infatti che i diversi soci di Delfin si sentano più liberi, a partire dallo stesso Leonardo Maria che può pensare di tentare di riavvicinarsi a tutti gli altri eredi, nonostante recenti o storici contrasti. Anche perché sono diversi i figli che vorrebbero un cambiamento dello statuto della holding di famiglia per avere qualche potere decisionale. A breve comunque non cambia molto per Delfin, che detiene il 32,4% di EssilorLuxottica, il 17,5% di Monte dei Paschi, il 10% di Generali e il 2,7% di Unicredit, oltre al 28% del gruppo immobiliare internazionale Covivio. Una stabilità importante anche perché la holding dei Del Vecchio è centrale nelle diverse partite di consolidamento del settore bancario. Match nei quali si trova in una posizione 'win-win': se le cose andassero come preferisce, bene. Altrimenti, se dovesse consegnare le sue quote a partire da quelle di Mps a qualche offerta, magari al rialzo, uscirebbe dalla vicenda con una plusvalenza stellare. E un segnale sul fatto che a breve non sono attesi grandi cambiamenti viene dalla stessa EssilorLuxottica, il cui controllo da parte di Delfin non è in discussione, almeno rispetto agli attuali soci. I secondi azionisti sono infatti i dipendenti con il 4,3%, a partire dal veicolo francese Valoptec. Quote minori sono attribuite al gruppo Armani e a Meta, che con il gigante mondiale dell'occhialeria prosegue una cruciale partnership nello sviluppo degli 'occhiali intelligenti'. Tutto il resto è in mano al mercato e infatti il titolo anche nell'ultima seduta di Borsa a Parigi è rimasto in linea con il lieve calo del listino generale, confermando i minimi recenti poco sotto quota 160 euro.

 
 

Autore: ANSA