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Lottomatica incorpora Cirsa, titolo giù in Borsa
Il gruppo italiano, incorporando la società spagnola, crea un leader mondiale nel settore dei giochi e delle scommesse sportive, ma a Piazza Affari il titolo perde quasi l’8. Al mercato non piacciono infatti i termini dell’operazione, giudicata troppo diluitiva, oltre ai timori per la flessibilità finanziaria nel breve a causa del dividendo straordinario che Cirsa distribuirà prima della fusione
Con una maxifusione Lottomatica fa nascere il secondo gruppo quotato al mondo nel settore del 'gaming' e delle scommesse sportive, attraverso l'incorporazione della spagnola Cirsa. Il nuovo gigante del comparto manterrà la sede legale in Italia e sarà presente in Borsa sia a Milano sia a Madrid: Blackstone diventerà il primo azionista con circa il 24% del capitale. Ma proprio i mercati finanziari non hanno preso bene i termini dell'operazione sulla sponda Lottomatica. Il titolo del gruppo italiano, infatti, in Piazza Affari ha chiuso una seduta passata sotto le vendite con un crollo del finale del 7,6% a 22,8 euro, dopo aver toccato un minimo di giornata a quota 21,9. Molto bene invece Cirsa, che nella capitale spagnola ha segnato un balzo del 18% a 16,1 euro. Lo scossone di Lottomatica è spiegato soprattutto dalla natura fortemente diluitiva dell'operazione, che è interamente in azioni. Inoltre, è previsto un dividendo straordinario di 262 milioni che Cirsa distribuirà ai propri azionisti prima del completamento della fusione. Due elementi che hanno portato anche a qualche preoccupazione per la flessibilità finanziaria nel breve. "L'operazione amplia le opportunità di sviluppo, in particolare nel segmento di business online, mantenendo invariato il livello di remunerazione degli azionisti e aumentandone la sostenibilità, con un rischio di esecuzione limitato", spiega Guglielmo Angelozzi, presidente e amministratore delegato di Lottomatica, che rimarrà a capo del nuovo gruppo. Il gigante che nascerà tra l'Italia e la Spagna potrà contare su un margine operativo lordo adjusted pro forma di circa due miliardi, con oltre 100 milioni annui di sinergie di cassa preimposte. Espletate tutte le formalità societarie e normative, il Cda di Lottomatica sottoporrà agli azionisti della 'combined company' una distribuzione di capitale da 744 milioni tramite la distribuzione di un dividendo straordinario o un'offerta pubblica di acquisto volontaria parziale su azioni proprie o una combinazione di entrambe le alternative. Con il perfezionamento dell'operazione, gli attuali azionisti di Lottomatica avranno circa il 67,5% del capitale del nuovo gruppo, mentre gli attuali soci di Cirsa deterranno la quota restante, circa il 32,5%. Blackstone, oggi ampiamente primo azionista della società spagnola, diventerà così il primo socio del nuovo gruppo. "Il calo in Borsa di Lottomatica è in larga parte riconducibile all'aritmetica dell'accordo", spiega Gabriel Debach, market analyst di eToro. "Chi vende riceve una quota della società unita più pesante di quella che aveva in Borsa, più una distribuzione in contanti. Chi compra diluisce il libro soci. Sarebbe eccessivo leggere un giudizio sul mix o sull'integrazione", aggiunge Debach, secondo il quale "Lottomatica passa da gruppo italiano trainato dal digitale, con la cassa destinata soprattutto al riacquisto di azioni, a una piattaforma più internazionale, con più casinò, più gioco fisico e più America Latina".