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RISIKO BANCARIO
10/09/2026

Intesa incassa l’ok dei soci su Mps

Il via libera dell’assemblea è arrivato dal 96,96% del capitale presente, pari a quasi due terzi del capitale sociale (63,9%). Era presente una grossa quota di investitori istituzionali e l’esito della votazione lascia intendere che molti – presenti anche nel capitale di Mps – sembrerebbero propensi ad aderire all’Opas di Intesa. Soddisfatto l’ad Carlo Messina. Mps deposita le sue due offerte in Consob

Intesa Sanpaolo incassa l'ok dei soci all'aumento di capitale a servizio dell'Opas su Mps e compie un "passaggio fondamentale per realizzare l'operazione", sottolinea il ceo, Carlo Messina. Mentre Siena ha depositato in Consob i documenti delle offerte su Banco Bpm e Banca Generali. Il via libera per Ca' de Sass è arrivato dal 96,96% del capitale presente in assise, ovvero il 63,9% del capitale sociale, con la partecipazione di quasi 4.900 azionisti tramite il rappresentante designato. Due terzi del capitale ha, quindi, votato, con il 69,6% di istituzionali presente a fronte del 29,5% delle Fondazioni. Alla luce di tale indicazione c'è da attendersi che i grandi fondi internazionali che sono anche in Mps, abbiano avuto una certa rilevanza nel sostegno ad Intesa. Da registrare poi il plauso del presidente di Confindustria. "Bene il sì, un pezzo di Paese crede nell'Italia", dice Emanuele Orsini che sulla partita Generali sintetizza: vorrei che i risparmi degli italiani siano gestiti dagli italiani. "Monte dei Paschi di Siena rappresenta una storia unica nel panorama bancario mondiale", afferma Messina nel sottolineare che "oltre cinque secoli di storia hanno creato un legame straordinario con Siena, la Toscana, le persone, le imprese e le comunità di questi territori". Per cui si tratta di "un patrimonio di identità, professionalità, relazioni e fiducia" che Intesa vuole "preservare e valorizzare" "all'interno di un progetto industriale più ampio, più solido e con maggiori possibilità di crescita". Messina ringrazia gli azionisti per il sostegno e ripercorre i punti cardine dell'operazione, che "prevede l'acquisizione di una quota azionaria di Assicurazioni Generali, in un'ottica puramente finanziaria" ricorda. Una presenza che "rappresenterà un significativo valore, sotto il profilo della stabilità dell'azionariato e dell'indipendenza" del Leone di Trieste. Un "altro elemento di grande valore" è Mediobanca di cui il top manager intende "valorizzarne il marchio, le professionalità e le capacità distintive all'interno di un gruppo con maggiore scala e ruolo europeo". Un gruppo che arriverà, secondo le previsioni, a 13.100 assunzioni e ad un utile netto sopra 16 miliardi. Intesa Sanpaolo affronta "l'operazione da una posizione di grande forza: siamo tra le banche più profittevoli in Europa e abbiamo dimostrato nel tempo di saper raggiungere gli obiettivi annunciati, mantenere una patrimonializzazione elevata e distribuire valore agli azionisti in misura significativa", evidenzia Messina nel rilevare che l'integrazione con il Monte è "per noi l'acceleratore di una strategia di crescita che sta già producendo risultati importanti". "Siena e la Toscana avranno un ruolo importante. L'operazione unirà il radicamento sul territorio di Monte dei Paschi di Siena con le risorse e la capacità di investimento di Intesa Sanpaolo, rafforzando il sostegno a famiglie, imprenditori, Pmi, imprese e iniziative economiche e sociali", ribadisce Messina. Inoltre, "in caso di successo dell'Opas, il progetto prevede il successivo coinvolgimento di Unipol per la creazione del secondo gruppo bancario nel nostro Paese, con una forte base azionaria italiana, il mantenimento del marchio Mps e della sede centrale a Rocca Salimbeni, rafforzando ulteriormente il ruolo di Siena", ricorda ancora il ceo di Intesa. Monte che, intanto, punta fa partire le sue Ops entro la prima metà di dicembre, e a chiuderle entro la prima metà di febbraio. Perché le offerte possano iniziare servirà il via libera dell'assemblea straordinaria che Mps ha in calendario per il 29 ottobre. L'ad Lugi Lovaglio è al lavoro per cercare di costruire il consenso per far passare le delibere in assemblea, dove serve il sostegno dei due terzi dei voti per superare le restrizioni della passivity rule. Un passaggio non semplice, considerato le spaccature in passato nell'azionariato e la necessità di convincere l''Agricole e le Generali, soci forti di Banco Bpm e Banca Generali.
 
 

Autore: ANSA