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Dall’Ivass primo ok a Intesa su Generali e Axa Mps
L’istituto di vigilanza ha dato il via libera all’acquisizione indiretta (via Montepaschi) delle partecipazioni qualificate nelle due compagnie. L’autorizzazione è la prima di un lungo iter, ma è particolarmente rilevante perché riguarda la quota del 13,32% di Assicurazioni Generali: Intesa ha ribadito che sarà come "investimento azionario non di controllo senza ingerenza nella governance"
Intesa Sanpaolo incassa il primo via libera delle autorità di vigilanza all'offerta pubblica di acquisto e scambio da 30,6 miliardi di euro per Banca Monte dei Paschi di Siena. Il gruppo bancario guidato da Carlo Messina ha ricevuto dall'istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) l'autorizzazione preventiva all'acquisizione delle partecipazioni qualificate indirette in Assicurazioni Generali, Axa Mps Assicurazioni Vita e Danni. Il disco verde dell'autorità di vigilanza assicurativa è il primo di un articolato iter autorizzativo che vede coinvolti anche la Banca Centrale Europea, la Banca d'Italia, Consob, Antitrust, il governo sul fronte del Golden Power e le autorità degli altri Paesi in cui operano le società di Montepaschi, Mediobanca e Generali. L'ok assume particolare importanza per quel che riguarda Generali, uno dei temi dell'operazione sui quali c'è grande attenzione. Ca' de Sass, infatti, acquisendo il Monte, e quindi anche Mediobanca, arriverebbe a detenere la quota del 13,32% del Leone custodita da Piazzetta Cuccia. La partecipazione in Generali, come hanno più volte ribadito i vertici di Intesa, sarà come "investimento azionario non di controllo senza ingerenza nella governance". C'è poi l'autorizzazione all'acquisizione della partnership tra Mps e Axa nel settore vita e danni, che scade a ottobre 2027. La decisione dell'Ivass arriva all'indomani dell'apertura dell'istruttoria da parte dell'autorità garante della concorrenza sull'operazione. Un atto che avviene come è "prassi e come atteso", sottolinea Intesa Sanpaolo. L'Authority, guidata da Saverio Valentino, vuole verificare i possibili effetti sulla concorrenza, "considerata la rilevanza degli operatori coinvolti nella concentrazione e l'ampiezza degli ambiti competitivi interessati". L'attenzione si concentra su alcuni mercati con un dettaglio su diverse province e regioni. Al vaglio anche gli impatti sul mercato dell'eventuale legame che si verrebbe a creare, tra Intesa e Generali, per quanto riguarda la produzione e la distribuzione delle polizze vita e danni. L'Antitrust, inoltre, ha escluso che Intesa Sanpaolo, nell'ipotesi di 'subentro' nella partecipazione detenuta da Mps, tramite Mediobanca, sarebbe in grado di "esercitare un controllo di fatto su Generali". Le parti interessate in fase preliminare hanno già avuto interlocuzioni con l'authority ed ora hanno la possibilità di essere sentite. Sul versante toscano, il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, è in fase di rientro da New York dove ha partecipato alla Barclays Global Financials Conference. Il manager è impegnato ad illustrare la doppia operazione su Banca Generali e Banco Bpm, nel tentativo di trovare consenso tra gli investitori. Intanto il consiglio di amministrazione di Mps dovrebbe tornare a riunirsi la settimana prossima anche per la convocazione dell'assemblea, già fissata per il 29 ottobre. Un appuntamento cruciale, con gli azionisti che, per effetto della passivity rule a cui è sottoposta il Monte dopo l'Opas di Intesa, decideranno il destino delle due offerte.