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POLITICA MONETARIA
“Fed verso un taglio dei tassi a luglio”
07/06/2019

Il rallentamento dell'economia e il rischio recessione non spaventano Wall Street che, anzi, rialzo dopo rialzo, chiude la miglior settimana dell'anno. La ragione di tanta euforia è che le conseguenze della guerra commericiale con la Cina e il rallentamento del mercato del lavoro fanno ritenere più probabile (80% di possibilità) un taglio dei tassi da parte della Fed. In forte calo i Treasury Bond

Brusca frenata del mercato del lavoro americano. Nonostante un tasso di disoccupazione invariato ai minimi da 49 anni, in maggio sono stati creati solo 75.000 posti di lavoro, decisamente meno dei 175.000 attesi dagli analisti. Una doccia fredda che riaccende i timori per una recessione e certifica il rallentamento dell'economia statunitense, sulla quale la guerra commerciale inizia a farsi sentire, e farsi sentire pesantemente. Wall Street però non batte ciglio, anzi vola nella 'convinzione' che la cattiva notizia sul fronte del lavoro sia in realtà una buona notizia perché aumenta le chance di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed. E così i listini americani volano con guadagni superiori all'1%, avviandosi a chiudere la migliore settimana dell'anno. Crollano invece i rendimenti dei bond, con quelli dei Treasury a 10 anni al 2,06% e lo spread Btp-bund che scende sotto i 260 punti base ai minimi di un mese.
Il nodo, secondo gli analisti, non è più se la Fed taglierà o meno il costo del denaro, ma quando lo farà. Una riduzione a giugno appare improbabile: la riunione della banca centrale è in programma prima del G20 del Giappone, quando Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping potrebbero incontrarsi faccia a faccia e spianare la strada a un accordo commerciale. Le chance di un taglio dei tassi alla riunione del 30 e 31 luglio della Fed invece volano all'80%: alla fine di luglio infatti la banca centrale americana avrà un quadro più chiaro in cui agire, non tanto dal punto di vista dello stato dell'economia ma sui vari fronti commerciali aperti da Trump, dalla Cina al Messico con un
occhio all'Europa. Gli analisti sono convinti che una sola riduzione del costo del denaro quest'anno però non basterà e intravedono il 60% di chance di almeno tre tagli.
Secondo gli osservatori la debolezza del mercato del lavoro è la 'luce verde' al taglio dei tassi: d'altronde Jerome Powell, lo ha detto chiaramente che la Fed agirà nel caso di un deterioramento delle prospettive economiche. Un deterioramento che ormai non è più solo sulla carta ma sta diventando reale, con debolezze diffuse. I dati sul lavoro mostrano infatti che la frenata del settore manifatturiero ha contagiato anche quello dei servizi. E questo nonostante un tasso di disoccupazione fermo al 3,6%, ai minimi dal 1969. "La sorprendente debolezza del mercato del lavoro rafforza le chance di una serie di tagli dei tassi di interesse da parte della Fed in luglio se non ci sarà una schiarita sul fronte commerciale" afferma Krishna Guva di Evercore. I dati "ci danno un senso reale del rallentamento dell'economia, e danno anche alla Fed la luce verde per procedere a tagli dei tassi" aggiunge Diane Swonk, capo economista di Grant Thornton. La palla sta ora quindi alla Fed, alla quale il mercato guarda per essere nuovamente 'salvato'.

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