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RISIKO BANCARIO
Il patto Ubi Banca boccia l’Ops di Intesa Sanpaolo
20/02/2020

"Offerta ostile e inaccettabile": così il patto di consultazione che riunisce i grandi soci dell'istituto liquida l'offerta promossa a sorpresa da Ca' de Sass. I soci ritengono di "dover tutelare il loro investimento e la banca con i suoi territori di riferimento". Messina va avanti, ribadisce che il prezzo non verrà ritoccato e si dice "positivo" sull'esito dell'operazione

La proposta di matrimonio di Intesa Sanpaolo ad Ubi trova le porte sbarrate da parte del patto di consultazione che coagula quasi il 18% del capitale del gruppo guidato da Victor Massiah. Nella sua prima valutazione il Car, riunito a Bergamo, boccia l'Ops giudicandola così - come è stata prospettata - "ostile, non concordata" e "inaccettabile". Carlo Messina sembra, però, pronto ad andare avanti secondo la strada tracciata fin dall'inizio. A Bloomberg Tv il consigliere delegato di Ca' de Sass ribadisce che "ci sono zero probabilità di aumentare il prezzo dell'offerta". La partita è solo all'inizio con Messina che ribadisce di essere "positivo" sull'esito dell'operazione, forte del fatto che "gli investitori hanno apprezzato la mossa e il timing". Anche perché "il settore bancario deve essere consolidato" e la finalizzazione dell'offerta può "creare valore per gli azionisti di entrambi i gruppi". Le distanze però con i grandi soci di Ubi che non nascondono la propria freddezza, non sembrano destinate a trovare, almeno per il momento, una conclusione che porti all'altare. D'altro canto chi è a lavoro sul dossier fa notare che alle nozze si arriva con un fidanzamento condiviso. E non sembra proprio questa la situazione a giudicare anche dalla reazione degli azionisti riuniti nel Car che, oltre a sottolineare che si tratta dell'offerta pubblica di scambio di Intesa-Unipol, ritengono di "dover tutelare il loro investimento e la banca con i suoi territori di riferimento" tanto da essersi impegnati, come soci, "in un progetto di medio e lungo termine".
Tra gli azionisti del patto, inoltre, viene ribadito che la posizione di netta contrarietà non è motivata solamente dall'aspetto economico dell'offerta. Sul piatto infatti ci sono anche le "risorse umane e il personale di Ubi", oltre a voler "tutelare la banca così com'è", sottolinea Mario Cera, componente del consiglio direttivo del patto a cui partecipano le Fondazioni Caricuneo e Banca del Monte di Lombardia e sei grandi famiglie imprenditoriali di Bergamo e Brescia (Bombassei, Bosatelli, Andreoletti, Gussalli Beretta, Pilenga e Radici). Il patto di consultazione di Ubi non esclude di poter aumentare la sua quota nella banca. "Non escludiamo nulla", ha ribadito Mario Cera.
Sulla compattezza del patto di fronte all'offerta di Intesa scherza il presidente del patto degli azionisti (Car) di Ubi banca, Armando Santus, che ricorda come "nel Car c'è grande intesa, l'intesa' ce l'abbiamo già in casa". E dopo le valutazioni del Car ora toccherà ai due restanti patti di sindacato di Ubi Banca che, insieme, detengono il 10% del capitale. In particolare si tratta del Sindacato azionisti Ubi Banca a cui aderiscono i soci storici bresciani (8,4% del capitale) - inclusa la famiglia dell'ex presidente di Intesa, Giovanni Bazoli - e il Patto dei Mille (1,6%), che raccoglie una piccola rappresentanza di soci bergamaschi. Sul tavolo degli organi dei due patti ci sarà l'Ops di Intesa su Ubi. Da Intesa Sanpaolo è Carlo Messina a ribadire che l'offerta fatta rientra in una "operazione di mercato", che non ci saranno "discussioni con i singoli investitori", per poi dirsi "positivo su questa operazione". Un'attenzione maggiore ai territori sul sociale potrebbe segnare la svolta per trovare un punto di incontro con le Fondazioni bancarie azioniste di Ubi. 

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