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TikTok sceglie Oracle, Microsoft bocciata
14/09/2020

ByteDance non cederà le sue attività americane all'azienda di Redmond e presenta invece alle autorità Usa un accordo di partnership tecnologica con Oracle che potrebbe essere ritenuto soddisfacente dalla Casa Bianca. Oracle si fa garante della sicurezza degli utenti americani e l'intesa prevede la costruzione di un quartier generale negli States con la creazione di 20mila posti di lavoro

ByteDance scarta l'offerta di acquisto di Microsoft e sceglie un accordo con Oracle come 'partner tecnologico' per le attività americane di TikTok. L'intesa presentata al Dipartimento del Tesoro non è una vendita a tutti gli effetti, come di fatto richiesto dalle autorità americane, ma potrebbe comunque soddisfare la Casa Bianca di Donald Trump, che ha imposto la scadenza del 20 settembre per la cessione: in caso di non ottemperanza, scatterebbe il blocco della popolare app negli Stati Uniti. L'accordo passa ora all'esame del Committee on Foreign Investment in the United States (Cfius), il comitato intergovernativo per gli investimenti esteri negli Usa, che ha l'autorità di bloccare accordi e acquisizioni sulla base della sicurezza nazionale. La proposta sarà "rivista in settimana e saranno poi effettuate la raccomandazioni al presidente", afferma il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, osservando che l'intesa prevede la creazione di un quartier generale negli States con la creazione di 20.000 posti di lavoro. In base all'accordo, secondo indiscrezioni, Oracle dovrebbe essere la responsabile della salvaguardia dei dati degli utenti americani, creando un muro chiaro e distinto da ByteDance, inizialmente scettica ma poi spinta all'intesa - è il parere di alcuni analisti - dal rallentamento della crescita cinese. In uno stringato comunicato, Oracle conferma di essere "parte della proposta presentata da ByteDance al Tesoro". Una proposta, spiega, in cui Oracle "servirà da provider tecnologico privato. Oracle ha 40 anni di esperienza nell'offrire soluzioni tecnologiche sicure e dalle elevate performance".
Secondo gli osservatori, l'impostazione della proposta potrebbe soddisfare i requisiti del Cfius ma, ammettono, il caso TikTok è diverso da tutti gli altri. A giocare a favore di Oracle c'è il fatto che il suo presidente, Larry Ellison, è uno dei pochi nella Silicon Valley che sostiene Trump e che l'amministratore delegato della società, Safra Catz, faceva parte della squadra per la transizione alla Casa Bianca del presidente nel 2016. Non mancano comunque le incognite: il tycoon, al quale spetta l'ultima parola, è infatti impegnato in un duro scontro con la Cina e qualsiasi cedimento potrebbe essere visto come una debolezza. Segnale, quest'ultimo, che il presidente non vuole assolutamente inviare nel mezzo della campagna elettorale e dopo mesi trascorsi ad accusare la Cina di essere responsabile per la pandemia.
La tensione è alta anche a Pechino, che segue passo passo l'evoluzione. "La caccia a TikTok negli Usa è un tipico esempio di estorsione di governo. Ci opponiamo al bullismo economico degli Stati Uniti", tuona il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin. A complicare ulteriormente la partita è il passo indietro dell'ambasciatore americano in Cina, Terry Branstad, che ha rassegnato le sue dimissioni. I motivi dell'addio non sono chiari: Branstad in ottobre tornerà negli Stati Uniti, nel suo Iowa, dove è stato a lungo governatore. Lasciando, l'ambasciatore afferma: "Stiamo riequilibrando il rapporto Usa-Cina in modo che sia equo e reciproco e possa alimentare una crescita positiva in entrambi i Paesi". Un riequilibrio che, comunque, agli occhi di molti esperti, sembra ancora lontano. 

 

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