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ORO NERO
Scoppia la guerra dei prezzi, petrolio a picco
09/03/2020

Il vertice Opec+ salta e con esso l'alleanza Arabia Saudita-Russia. Riad decide unilateralmente di aumentare la produzione e Mosca risponde con un altro aumento e altri sconti. Risultato: il greggio affonda del 34% e finisce al di sotto dei 30 dollari. Il peggior tonfo dalla guerra del Golfo del 1991. A rischio la stabilità finanziaria dei Paesi produttori e i conti delle compagnie petrolifere di tutto il mondo

Il prezzo del greggio è crollato in un solo giorno più del 30%: un ciclone distruttivo quanto una guerra si è abbattuto sul mondo del petrolio con danni all'economia e le finanze pubbliche di interi Stati, alle multinazionali, alle società finanziarie, alle banche e agli investitori di tutto il mondo, grandi e piccoli. A far detonare il crollo del prezzo, in una situazione già delicata a causa degli effetti del coronavirus che ha colpito la domanda, è stato il confronto fra Arabia Saudita e Russia che ha fatto saltare il vertice Opec+ che doveva decidere sui tagli alla produzione. Una rottura senza precedenti che ha messo in crisi l'alleanza de facto esistente fra i due Paesi dal 2016 sui tagli alla produzione per stabilizzare i prezzi. Riad voleva nuovi tagli, ma la Russia intendeva osservare prima gli effetti del coronavirus. Il regno guidato da Mohamed bin Salman ha così annunciato un aumento unilaterale della produzione e sconti sulle quotazioni, presto seguito da un'analoga decisione della statale russa Rosneft. Le quotazioni sono affondate di colpo del 34%, attorno a 27 dollari al barile, uno scivolone che non si vedeva dalla guerra del Golfo del 1991.
Se il presidente Usa Trump si rallegra con un tweet perché questo vorrà dire prezzi della benzina più bassi, l'altra faccia della medaglia per Washington è una scure sui margini e gli utili di un settore fra cui molti produttori, fornitori e finanziatori sono spesso a stelle e strisce. Paradossalmente proprio lo shale gas Usa, che aveva conosciuto un boom negli ultimi anni, dovrà chiudere molti impianti perché il prezzo non ripaga gli investimenti. Alcuni osservatori dicono che è proprio lo shale la causa delle resistenze della Russia che vedeva i propri tagli vanificati da un aumento della produzione Usa e in più soffriva le sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Ma il crollo del prezzo del greggio ha anche pesanti effetti sulle 'big company' come Exxon - il cui titolo ha accusato una pesante flessione - e sui gruppi finanziari più esposti nel comparto. Secondo Bny Mellon i Paesi importatori saranno avvantaggiati: ogni 10 dollari di calo c'è un trasferimento dello 0,3 del Pil globale dai produttori ai consumatori. Per questo la caduta del prezzo fa tremare i polsi anche in molte capitali dei Paesi produttori che sulle vendite di greggio contano per tenere in piedi bilanci statali spesso non proprio brillanti o sull'orlo del default. Colombia, Nigeria, Messico, Angola, Iran e Iraq e, in una certa misura, anche il Brasile hanno visto le proprie valute sotto pressione . In Argentina un prezzo del petrolio così basso rischia di non far partire lo sfruttamento del gigantesco giacimento di Vaca Muerta sul quale contava il neo governo peronista, impegnato a ristrutturare il
debito con l'Fmi. E anche i due principali contendenti: Russia e Arabia Saudita fanno i conti con lo scenario mutato. 
Secondo Jp Morgan l'Arabia, malgrado le forti riserve finanziarie e il tentativo di diversificazione operato negli ultimi anni, non è in grado di sostenere questi prezzi nel medio termine se vuole mantenere il pareggio di bilancio. A soffrire è anche il gioiello della corona: il gigante Aramco, quotato a dicembre e il cui valore è sceso sotto il prezzo dell'Ipo. Non ride nemmeno la Russia
comunque che pure può contare sul proprio fondo sovrano con una dotazione di circa 180 miliardi di dollari, ma che dovrà cancellare i piani di investimenti pubblici e spesa sociale. Un aumento della produzione da parte dei due paesi non può compensare i minori guadagni data la caduta della domanda per il coronavirus. Si vedrà presto quale dei due contendenti 
resisterà più dell'avversario in questo durissimo braccio di ferro.

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