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REDDITO FISSO
Momento d'oro per i Btp
13/11/2017

I grandi gestori tornano a guardare con favore ai titoli di Stato italiani dopo la promozione di S&P's e l'approvazione della legge elettorale. A suscitare interesse è anche il buon momento dell'economia. Secondo JP Morgan lo spread potrebbe scendere da 145 a 125 punti base per poi riportarsi in zona 100 per la prima volta dal 2016. Intanto i rendimenti sono scesi azzerando le perdite da inizio anno

 

Svolta sui titoli di stato italiani: grandi gruppi delle gestioni come Amundi, JpMorgan Asset Management e Fidelity sono rialzisti sul settore, segnala Bloomberg, ricordando che in settimana il comparto ha annullato le perdite da inizio anno. I rendimenti dei decennali sono scesi sotto l'1,8% per la prima volta dal 3 gennaio e lo spread dei Btp sul Bund tedesco intanto viaggia poco sopra quota 142. La svolta sul comparto sembra arrivata dopo la promozione del rating dell'Italia da parte di S&P e dopo il voto anche in Senato sulla riforma elettorale, con l'aggiunta che le prospettive ora sono di un proseguimento degli acquisti da parte della Bce anche nel 2018 e per almeno nove mesi. "E' un momento molto buono per l'Italia - ha affermato Isabelle Vic-Philippe, gestore di Amundi -. Se vuoi afferrare un certo premio sugli investimenti, devi avere investito in Italia" sovrappesando i titoli del Paese in portafoglio. Le elezioni sono viste come un minor problema o come una minor fonte di incertezza rispetto a prima, ha spiegato Andrea Iennelli, responsabile reddito fisso in Fidelity, segnalando che i bond italiani offrono un "buon raccolto di rendimenti" in un momento

di volatilità del mercato. Non tutti i money manager sono rialzisti. James Athey di Aberdeen Standard Investments mantiene ad esempio le posizioni ribassiste e vede rendimenti in salita fino al 2,2%. "Quello di cui ha veramente bisogno l'Italia è di fare alcune riforme strutturali serie", dice, aggiungendo di ritenerlo improbabile.

JpMorgan tuttavia segnala che è l'economia a dare le attuali indicazioni e di attendersi quindi gli spread italiani scendere a 125 punti base per la fine dell'anno dai 145 punti attuali, prevedendo che a quel punto lo spread possa anche restringersi fino a 100 punti per la prima volta dall'inizio del 2016, secondo Nick Gartside, a capo degli investimenti nel reddito fisso. "Guardando ai fondamentali è una rappresentazione molto buona di come l'Europa si sia ripresa", ha affermato Gartside, notando che "gli investitori sono desensibilizzati" agli eventi politici italiani. 

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