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SUPEREURO
Draghi difende il Qe: “impatto marginale sul cambio” 24 gennaio 2018
29/01/2018

La moneta unica vola a 1,24 contro dollaro, attestandosi ai massimi degli ultimi tre anni. Secondo il presidente della Bce la politica monetaria non ha a che fare con il rafforzamento della valuta e conferma l'intenzione di continuare ad acquistare titoli fino a che l'inflazione non si porterà vicina all'obiettivo del 2%. I falchi guidati da Weidmann premono per un cambio di rotta in tempi brevi

L'euro vola al record da oltre tre anni a 1,24 dollari ma non è influenzato dal quantitative easing della Banca Centrale Europea. Il Presidente della Bce, Mario Draghi, scende in campo a difesa della sua creatura dopo i massimi segnati dalla moneta unica in queste ultime settimane. "Gli acquisti di titoli non hanno portato a movimenti statisticamente significativi dell'euro. Le oscillazioni sono un effetto collaterale della politica monetaria e non l'obiettivo del Qe", spiega Draghi in una missiva, rispondendo ad un Eurodeputato sulla politica monetaria dell'Istituto Centrale. Ma il supereuro, le pressioni per porre la parola fine al Qe e un'inflazione che in Europa non decolla saranno i grattacapi che Draghi dovrà affrontare nella prima riunione del nuovo anno della Bce. Da questo mese Francoforte ha dimezzato l'acquisto di titoli a 30 miliardi al mese fino a settembre prossimo dai precedenti 60 miliardi. Ma i falchi nel board della banca centrale, guidati dal tedesco Jens Weidmann, premono affinché Draghi faccia calare il sipario sul Qe al più presto alla luce della "solida" crescita economica. Però l'inflazione all'1,4% a dicembre nell'Eurozona è ben lontana dal target del 2% e potrebbe anche subire l'effetto depressivo del supereuro. In questo quadro Draghi ha sempre ripetuto che il "Qe continuerà fino a quando non si vedrà una correzione sostenibile nel percorso dell'inflazione, in linea con gli obiettivi della Bce". Un'inflazione che non risalirà nemmeno sulla scia dell'aumento del prezzo del petrolio, che avrà effetti "limitati" quest'anno e "nessun effetto" nel 2019 e 2020, ha avvertito il Presidente della Bce. Intanto, il greggio è salito a New York ai massimi da dicembre 2014 a 65 dollari al barile. 

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