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POLITICA MONETARIA
Powell lancia l’allarme sulla crescita Usa
26/02/2019

Nonostante la corsa del Pil, sull'economia americana aumentano i rischi di un rallentamento a causa dei molti fattori di incertezza. Il presidente della Fed cita tra i principali il prolungarsi della Brexit, il rallentamento dell'economia cinese ed europea e la questione dei dazi che rischia di innescare una vera e propria guerra commerciale planetaria: "Giusto l'approccio paziente sui tassi"

L'economia americana sta bene ma attenzione, perché potrebbe cominciare a soffiare un vento contrario. Jerome Powell, capo della banca centrale più potente al mondo, parlando davanti al Congresso americano lancia un chiaro allarme sulla crescita, messa a rischio da troppi fattori che sempre più stanno creando incertezza: il prolungarsi della Brexit, il rallentamento già in atto in Cina e in Europa, la partita dei dazi che ancora non permette di scongiurare del tutto una guerra commerciale su scala globale. E poi l'estrema volatilità sui mercati finanziari. Il presidente della Federal Reserve sottolinea come tutto ciò non possa essere sottovalutato e che la decisione di frenare sul rialzo dei tassi di interesse e di adottare un "approccio paziente" sia la giusta strada da seguire in una situazione così fluida. Anche perché se dallo shutdown più lungo della storia, durato ben 35 giorni, c'è da aspettarsi solo conseguenze modeste, a preoccupare di più è il livello di indebitamento. "Ci sono segnali contrastanti e conflittuali", ha affermato Powell, sottolineando come da parte della Fed non ci sia alcuna fretta nel decidere la direzione da prendere. 
Le prossime mosse di politica monetaria dipenderanno quindi solo ed esclusivamente dai dati e dalle informazioni che arriveranno sul tavolo, sottolinea Powell, ribadendo come l'azione della banca centrale non risponda ad alcuna logica politica. Un punto che di recente ha avuto modo di chiarire in una cena alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump, che più volte lo ha esplicitamente accusato di danneggiare l'economia continuando ad alzare il costo del denaro. Qualche deputato della commissione banche della Camera del Congresso Usa prova a stuzzicarlo sulle parole dell'ex banchiera centrale Janet Yellen, che ha affermato come il tycoon non capisca nulla di economia e del ruolo della Fed. Ma da Powell è arrivato uno stringato 'no comment'. Non vuole fare nessuna polemica, le sue precedenti parole sono di fatto già un chiaro messaggio anche al presidente.
Powell invece è diretto nello stroncare la richiesta che gran voce si leva dall'ala più populista del partito democratico, dai candidati presidenziali Bernie Sanders ed Elizabeth Warren all'astro nascente dei progressisti Alexandra Ocasio-Cortez. Per il presidente della Fed la teoria sempre più popolare secondo cui il governo può continuare a indebitarsi all'infinito per finanziare programmi sociali "è profondamente sbagliata e irrealizzabile". Un colpo a molti dei punti più qualificanti dell'agenda liberal come l'assistenza sanitaria e sociale gratuita per tutti gli over 65, l'università gratis per tutti o una riconversione verso le energie rinnovabili nel giro di dieci anni. "L'idea che i deficit non sono importanti è sbagliata".

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