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SPACE ECONOMY
Per l’Italia un’occasione di crescita
02/10/2020

Le Pmi italiane sono tra i leader del settore anche nella fornitura di servizi basati sui satelliti come la telemedicina, l'agricoltura di precisione, la geolocalizzazione. Lo spazio sta diventando un abilitatore della crescita economica e l'Expo Dubai 2021 sarà una vetrina molto importante per l'Italia, impegnata con gli Stati Uniti nella missione Artemis, che riporterà l'uomo sulla luna

Dalla Luna alla space economy passando per l'astropolitica. L'Italia dello spazio cresce e guarda al futuro portando con sé le competenze di piccole e medie imprese, sempre più coinvolte nei servizi basati sui satelliti e sempre più vicini alla vita di tutti i giorni, come la telemedicina, l'agricoltura di precisione, la geolocalizzazione: è la nuova veste delle attività spaziali che farà mostra di sé all'Expo Dubai 2021. "C'è un'attenzione fortissima al tema dell'economia dello spazio, tanto che l'Expo di Dubai ha deciso di dedicarvi una settimana tematica", ha detto il commissario italiano per Expo Dubai, Paolo Glisenti, nel forum sull'Esposizione Universale del 2021 organizzato dall'agenzia Ansa. Il forum è stato realizzato nell'ambito della tre giorni di iniziative ed eventi, digitali e in presenza, che il Commissariato per la partecipazione italiana ad Expo Dubai, con i suoi partner e sponsor tiene in tutta Italia per celebrare l'anno che manca al via dell'Esposizione Universale, il primo ottobre 2021.
L'obiettivo, ha detto ancora Glisenti, è presentare "la leadership italiana nel settore". Che lo spazio sia diventato "un abilitatore di sviluppo economico", è convinto Luigi Pasquali, coordinatore delle attività spaziali di Leonardo e amministratore delegato della Telespazio (Leonardo-Thales). Se da un lato lo spazio è sempre più vicino alla vita di tutti i giorni, come testimoniano gli abiti preparati con tessuti sperimentati in orbita che si potranno vedere a Dubai, così come le cialde di caffè studiate in microgravità, dall'altro l'esplorazione spaziale comincia a guardare oltre l'orbita terrestre, verso Luna e Marte. "Si sta inaugurando in questi anni una nuova era dell'esplorazione spaziale, animata da nuova filosofia che non consiste nel dimostrare la capacità di uno Stato di riuscire ad atterrare sulla Luna, ma di andare nello spazio per riuscire a viverlo e sfruttarlo", ha detto nel forum il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per lo Spazio, Riccardo Fraccaro. Va in questa direzione il recente accordo di collaborazione fra Italia e Stati Uniti per Artemis, la missione dela Nasa che intende riportare l'uomo sulla Luna nel 2024. La novità, ha proseguito Fraccaro, è nel fatto che "l'obiettivo degli americani non è dimostrativo, ma consiste nel colonizzare la Luna e sviluppare lì tutte le tecnologie e le competenze necessarie per poi andare a esplorare Marte e colonizzarlo", in un'avventura che porterà l'uomo a "diventare una specie multiplanetaria".
Camminare sulla Luna sarebbe bello, ma non è necessario essere il primo europeo a farlo, ha detto l'astronauta Luca Parmitano, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), in collegamento con il forum. Al di là dei primati, infatti, per Parmitano "ogni missione ha un'importanza unica", perché ognuna aggiunge il suo tassello alla storia dell'esplorazione, in sintonia con lo spirito di cooperazione proprio delle attività spaziali.
In linea con questo spirito è la nuova pagina delle relazioni internazionali legate alla necessità di proteggere i dati che, sempre più numerosi, sono immagazzinati nei satelliti, da quelli per la geolocalizzazione e per l'osservazione della Terra a quelli duali, ossia per uso civile e militare. Per questo, ha detto Fraccaro, "la condivisione dei dati richiederà accordi fra Paesi che sanciranno alleanze in una nuova geopolitca. In passato lo spazio era stato un terreno di competizione geopolitica, ma oggi l'Italia può utilizzarlo per una politica di alleanze e integrazione, un'astropolitca".

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