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AUTOSTRADE
Via i Benetton, dentro Cdp. E Aspi va in Borsa
15/07/2020

Si chiude con un accordo lo scontro sulla concessione: Cassa Depositi e Prestiti entrerà nel capitale con un aumento riservato, diluendo Atlantia al 10-12%. Poi quote di Aspi verranno cedute agli investitori istituzionali indicati da Cdp. La società verrà collocata in Borsa, mentre la famiglia di Ponzano Veneto rinuncia a ogni rivalsa e pagherà 3,4 miliardi a titolo di risarcimento

Un accordo che di fatto segna la nazionalizzazione della rete autostradale. Un processo che sarà meno repentino di quanto voluto da alcune forze della maggioranza, perché potrebbe concludersi in un arco temporale compreso tra i sei mesi e un anno anche per il solo adempimento delle tecnicalità previste. Ma si tratta di un percorso obbligato che di fatto segna un immediato ridimensionamento del gruppo Benetton nella gestione di Aspi. L'uscita del gruppo veneto da Autostrade per l'Italia e l'ingresso dello Stato richiede procedure "che si misurano nell'arco di un anno: entro settembre ci sarà un primo passaggio molto rapido di perdita di controllo", ha spiegato il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli dopo il lungo consiglio dei ministri della notte che, come primo punto, ha visto mettere nero su bianco come "il Consiglio dei ministri abbia ritenuto di avviare l'iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione con Aspi, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell'accordo transattivo".
Ecco quindi quello che dovrà avvenire secondo l'intesa su cui il ministero dell'Economia ha assunto il ruolo di pivot per quanto riguarda l'assetto proprietario. Da Aspi ci saranno 3,4 miliardi di risarcimenti così come già emerso nella proposta avanzata dalla società sabato scorso. Nonché "l'accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall'Autorità di regolazione dei trasporti con una significativa moderazione della dinamica tariffaria", in modo da soddisfare quelle richieste di garanzia di servizio pubblico invocate anche dal presidente del Consiglio. Aspi rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi contro le delibere dell'Autorità di regolazione dei trasporti e i ricorsi per contestare la legittimità dell'art. 35 del decreto-legge "Milleproroghe", in particolare la riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all'articolo 35 del decreto Milleproroghe, che ha ridotto l'indennizzo in caso di revoca da 23 a 7 miliardi. Soprattutto è stabilito che l'ingresso di Cassa depositi e prestiti in Aspi prevede un aumento di capitale per l'acquisizione del controllo da parte di Cdp e l'uscita di Aspi dal perimetro di Atlantia. In sostanza l'attività di gestione della rete autostradale verrà scorporata. "In alternativa Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l'intera partecipazione in Aspi, pari all'88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento".
In ogni caso il passaggio del controllo in capo a Cdp avverrà subito, ovvero attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato appunto da parte di Cdp; l'acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali; la cessione diretta di azioni Aspi a investitori istituzionali di gradimento di Cdp, con l'impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi. Dopo lo scorporo di Aspi dalla capogruppo avverrà la contestuale quotazione di Aspi in Borsa. In questo contesto i Benetton dovrebbero aver già visto diluire la loro partecipazione tra il 10 ed il 12 per cento. Tale da poter sedere ancora eventualmente nel consiglio di amministrazione, ma in ogni caso in previsione di un disimpegno totale. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di Aspi, con "conseguente aumento del flottante". Flottante che nell'ipotesi ventilata dovrebbe essere tale da garantire in una successiva fase di Ipo una forte presenza del mercato retail e la creazione quindi di una vera public company. Tra gli altri impegni previsti dalla proposta transattiva figura il "rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario e l' aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario". 

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