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ECONOMIA MONDIALE
Allarme Ocse sulla crescita, Italia ferma
19/09/2019

L'Organizzazione internazionale che ha sede a Parigi rivede al ribasso le stime, con un Pil globale che si fermerà al 2,9% nel 2019, la peggiore performance mai realizzata dalla crisi del 2008. Male anche l'Italia che nel 2019 avrà crescita zero e nel 2020 un modestissimo +0,4%. L'Ocse chiede agli Usa di mettere fine alla guerra commerciale e di rilanciare gli investimenti pubblici.

L'Ocse tira il campanello d'allarme sulla crescita mondiale. Nelle prospettive intermedie presentate a Parigi, l'Organizzazione Internazionale per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica, rivede al ribasso le stime globali sul Pil per il 2019 e il 2020, paventando la peggiore performance mai realizzata dalla crisi del 2008. Una scure impietosa, incluso per l'Eurozona e per l'Italia. Nel 2019, avverte l'Ocse nell'Interim Economic Outlook, la crescita mondiale dovrebbe rallentare al 2,9% prima di raggiungere il 3% nel 2020: si tratta di un taglio rispettivo di 0,3 e 0,4 punti rispetto al precedente Outlook pubblicato a maggio. Quello dipinto dall'Ocse è un quadro a tinte fosche anche per il nostro Paese, con una stima sul Pil pari a zero nel 2019 (invariata rispetto a maggio) e dello 0,4% nel 2020 (-0,2 punti sulle precedenti previsioni). A breve il governo deve indicare il nuovo quadro macroeconomico, con la nota di aggiornamento al Def. Anche in vista del negoziato con Bruxelles, l'esecutivo giallorosso dovrà indicare la crescita e il deficit previsti per il 2019 e il 2020 a legislazione vigente. A questo punto, visto anche il rallentamento dell'attività industriale confermata  dall'Istat, la questione non è tanto di sapere se la revisione sarà al ribasso ma piuttosto quantificarla. Insomma, le stime non sono ancora definite ma l'Italia appare comunque imbrigliata in una decisa
stagnazione economica.
"Le prospettive economiche mondiali continuano ad oscurarsi", ha avvertito la capoeconomista dell'Ocse, Laurence Boone, nel corso della conferenza stampa di presentazione a Parigi, citando, tra l'altro, l'impasse dei negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti, la minaccia di un 'no deal' sulla Brexit che potrebbe portare la Gran Bretagna alla recessione già nel 2020 con ripercussioni su tutta Europa, o anche l'acuirsi delle tensioni tra Giappone e Sudcorea. Venti protezionistici che cominciano ormai ad avere effetti nel tempo e rallentano gli scambi commerciali ad "un livello eccezionalmente debole", avverte l'Ocse. Per Boone bisogna "porre fine all'impennata dei dazi doganali e delle sovvenzioni che falsano gli scambi e ripristinare regole prevedibili per le imprese". Ma la capoeconomista lancia anche un accorato appello agli Stati affinché realizzino maggiori investimenti pubblici per rilanciare l'attività, come già auspicato dal presidente della Bce, Mario Draghi.

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