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IMMOBILIARE IN CRISI
“Giù le compravendite, prezzi in caduta”
22/07/2020

Nomisma parla di "tracollo" del mercato, con prezzi che in media registrano un calo del 2,6% a livello nazionale con una punta del 4% a Roma, Bari e Catania. Tra le grandi città solo Milano si salva, con una diminuzione media dei prezzi dello 0,6%. L'Osservatorio stima un calo del 18% sia delle compravendite, sia dell'erogazione dei mutui a causa del venir meno dei requisiti di reddito

"Tracollo" è una parola che torna più volte nell'Osservatorio sul mercato immobiliare 2020 di Nomisma. Cadono le compravendite, previste a -18%, per quest'anno, sotto quota 500 mila abitazioni, e anche i prezzi, mentre i tempi di vendita si allungano. Al momento lo scenario più probabile vede una riduzione dei valori medi del 2,6% quest'anno e ulteriori contrazioni nei successivi due anni, per una flessione complessiva che sarà al di sotto del 10%, anche nello scenario peggiore. Tutte le 13 grandi città analizzate hanno il segno meno.
Roma è tra quelle con i cali peggiori dei prezzi delle abitazioni (-4%), insieme a Catania e Bari. Invece Milano, nonostante il pesante impatto dell'epidemia, limita la perdita al -0,6% e potrebbe essere l'unica città a tornare in territorio positivo nel 2022 per i prezzi. Per le compravendite, invece, la ripresa arriverà a metà del prossimo anno, in Italia. Nello scenario base, il 2021 segnerà più 1% sul 2020, con scambi per le abitazioni che torneranno a quota 499 mila, dopo le 494 mila del 2020 e le 603 mila transazioni del 2019. Ma l'incertezza è elevata e un elemento di precarietà, nella recessione, è rappresentato anche dalla dipendenza della domanda dal credito bancario. Nomisma prevede che molte delle richieste di mutui saranno bocciate per il mancato rispetto dei requisiti di reddito, e stima che i finanziamenti si ridurranno del 18% quest'anno e dell'11,5% il prossimo.
Per chi compra "l'elemento fondamentale - sottolinea l'amministratore delegato di Nomisma, Luca Dondi dall'Orologio - continuerà a essere uno solo: la sostenibilità economica", anche se post Covid c'è una richiesta crescente per case con giardino e con un'organizzazione degli spazi adatta allo smart work. Le conseguenze del lockdown si riflettono anche sul mercato non residenziale, dove i cali dei prezzi superano il 3% nel 2020. La caduta per gli uffici, anche a seguito della diffusione del lavoro da casa, raggiunge l'8,76% nelle zone semi-centrali. Anche i negozi nelle periferie e pure nelle zone limitrofe al centro perdono oltre l'8%. In questo contesto di "tracollo", anche gli investimenti corporate, che negli ultimi anni erano passati dai 2,9 miliardi di euro del 2012 ai 12,3 miliardi di euro del 2019, vengono a mancare. La caduta prevista per l'anno in corso e? intorno ai 6,3 miliardi. 

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