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Italia: l’uso dei contanti costa 24 miliardi
25/09/2019

Crescono i pagamenti elettronici (+6,8% nel 2018), ma l'Italia resta fanalino di coda in Europa ed è uno dei Paesi in cui il contante pesa di più in rapporto al Pil. Secondo l'Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano l'uso del contante in Italia si traduce in mancato gettito fiscale per almeno 24 miliardi: servono misure per chiudere il gap

Un'azione decisa del governo capace di colmare il divario che separa l'Italia dagli altri Paesi europei nel pagamento con moneta elettronica farebbe recuperare un gettito mancato, dovuto ai pagamenti in contanti, di circa 24 miliardi di euro all'anno. A fare i conti è stato l'Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano. Un intervento che ribadisce la necessità di un piano per recuperare il gap all'indomani dell'annuncio del presidente del consiglio Giuseppe Conte del fatto che è allo studio un "patto con i contribuenti" con meccanismi premiali per chi usa questo tipo di pagamenti. Nonostante l'anno scorso in Italia il numero di
pagamenti digitali sia cresciuto del 6,8%, con un record di importi transati per più di 80 miliardi di euro, il Paese resta fanalino di coda in Europa per l'uso delle carte di credito. Nel rapporto tra il valore delle transazioni e Pil si posiziona infatti al 24esimo posto su 28 paesi europei. A ricordarlo è stato l'Osservatorio carte di credito e digital payments di Assofin, Nomisma e Ipsos, con il contributo di Crif. Al contrario, i migliori della classe dei pagatori elettronici sono Gran Bretagna, Portogallo e Francia con un rapporto tra valore delle transazioni e Pil più elevato della media europea. Se infatti in Italia il contante in circolazione rappresenta circa l'11,6% del Pil, in  Germania è il 9,4%, in Francia il 10,1%. Il peso sul Pil scende ancora di più nei Paesi del Nord Europa, e nei digitalissimi Paesi Bassi la percentuale arriva all'8,7%.
Semplice la ricetta per incentivare l'uso di moneta elettronica ribadita dall'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico. L'azione del governo deve innanzitutto essere ampia e coinvolgere un elevato numero di consumatori e/o esercenti. Poi serve che sia capace di colmare il gap in breve tempo e di cambiare le abitudini anche se dovesse successivamente essere 'spento' l'incentivo. Ma soprattutto la misura dovrebbe essere semplice e senza eccessiva burocratizzazione del processo, oltre che "positiva", cioè con incentivi e non obblighi.

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