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RISPARMIO
I Pir conquistano 800mila italiani
23/04/2018

Per oltre 500mila risparmiatori l'investimento nello strumento nato per finanziare l'economia reale e le Pmi è stato il primo in assoluto in fondi comuni. Ad attirare è soprattutto l'esenzione fiscale. Secondo i dati Assogestioni l'investimento medio nei Pir ammonta a 13.678 euro. Gallia: "la sfida è quella di portare più risorse verso gli investimenti di lungo termine, in un mondo che non può più funzionare solo con i titoli di Stato"

Sono 800 mila gli italiani che nel 2017 hanno deciso di destinare i propri risparmi ai Pir (piani individuali di risparmio). Per più di 500 mila risparmiatori si tratta del primo investimento della loro vita in fondi comuni. L'investimento medio ammonta a 13.678 euro. A passare ai raggi X i numeri e gli investimenti sui Pir, nel loro primo anno di vita, è l'Ufficio Studi di Assogestioni, con un'analisi presentata al Salone del Risparmio 2018. Apprezzati dai risparmiatori in particolare per i vantaggi fiscali che offrono (esentasse se si detengono per almeno 5 anni), i piani individuali di risparmio si sono imposti come un'innovativa fonte di raccolta di mezzi finanziari per la crescita e lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Altro trend, che potrebbe concretizzarsi in futuro, riguarda il digitale. Un risparmiatore europeo su tre sarebbe disponibile a comprare dei prodotti finanziari sulle piattaforme dei colossi del web (Facebook, Apple, Microsoft, Google e Amazon). In prima linea i Millennials che, al 56%, ritengono sufficiente uno smartphone per la gestione dei propri risparmi, contro il 45% della generazione più adulta ( 35-54 anni).
In generale per l'industria del risparmio gestito "la sfida è quella di portare più risorse verso gli investimenti di lungo termine, in un mondo che non può più funzionare solo con i titoli di Stato", sottolinea il direttore generale di Assogestioni, Fabio Galli, aggiungendo che i Pir danno un contributo "molto forte e portano risorse verso le imprese più piccole". Anche l'Unione europea è al lavoro per un nuovo modello di previdenza individuale, attraverso i Pepp (prodotti individuali pensionistici paneuropei), all'esame di Europarlamento e Consiglio Ue. "C'è da attendersi un accordo entro la fine di quest'anno", indica il direttore mercati finanziari della Commissione europea, Ugo Bassi, sottolineando che "l'ambizione è quella di creare un marchio di fabbrica famoso nel mondo, che risponda alle esigenze di un lavoratore più mobile, il quale, al di fuori dei propri confini nazionali, avrà l'esigenza di portare con sé gli investimenti fatti nel Paese di origine". I Pepp, infatti, sono rivolti a lavoratori dipendenti o autonomi, ma anche agli studenti, che vorranno assicurarsi una "pensione di scorta", caratterizzata da standard unificati e valida su tutto il territorio europeo.

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