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EFFETTO COVID
Ue: “La ripresa si è interrotta, Pil Italia -9,9%”
05/11/2020

La Commissione Ue rivede le stime alla luce della seconda ondata della pandemia e la ripresa attesa per il 2021 si smorza, rimandando al 2022 il ritorno alla situazione pre-covid. Per l'Italia riviste in meglio le stime per il 2020, mentre nel 2021 la crescita si fermerà al 4,1%. La frenata farà impennare la disoccupazione, soprattutto nei servizi. Nessuna preoccupazione per i conti pubblici

C'è anche la ripresa economica tra le vittime della nuova ondata di contagi. La Commissione europea ha dovuto tagliare le stime di crescita per l'anno prossimo a causa dell'incertezza schizzata ai livelli record di marzo di fronte alle nuove misure di contenimento che torneranno a colpire anche l'economia. Per tutta l'Unione significa rinviare a dopo il 2022 il ritorno alla normalità pre-Covid, e prepararsi ad altri mesi di rischi elevatissimi. L'Italia, che ha avuto un rimbalzo nel terzo trimestre più forte del previsto, attenua la perdita nel 2020, ma modera anche la ripresa nel 2021. E i nuovi danni all'economia faranno impennare la disoccupazione. "L'Italia si sta riprendendo da un profondo calo della produzione, ma la pandemia e le sue ripercussioni negative persistono e pesano sull'attività economica, in particolare sui servizi. E' improbabile che la ripresa sia sufficiente a far tornare la produzione ai livelli pre-pandemici entro il 2022", scrive Bruxelles nelle sue stime che però migliorano le prospettive per l'anno in corso. Il calo del Pil si fermerà infatti al -9,9% invece del -11,2% previsto a luglio. E' il secondo peggiore d'Europa, davanti c'è la Spagna (-12,4%). Frena però la ripresa del 2021: il Pil crescerà solo del 4,1% invece del 6,1%.
Le ripercussioni della nuova ondata si sentiranno soprattutto sul mercato del lavoro. Perché se "gli schemi di integrazione salariale (Cassa integrazione guadagni) e il divieto di licenziamenti fino all'anno prossimo" sono riusciti a prevenire "l'ampia perdita di occupazione nel 2020", scaricando il peso soprattutto sui lavoratori temporanei, "è improbabile che i lavoratori a tempo indeterminato restino illesi una volta che le misure di emergenza finiranno". Il tasso di disoccupazione salirà quindi all'11,6% l'anno prossimo, "con la maggioranza dei posti persi nel settore servizi".
I conti pubblici invece non preoccupano, nonostante il debito arrivi a sfiorare il 160% e il deficit raggiunga le due cifre (-10,8%) per quest'anno. Ma dall'anno prossimo inizieranno a calare, sottolinea la Ue, e il commissario Paolo Gentiloni assicura che non ci sono rischi per la sostenibilità ma solo la necessità, condivisa con il governo italiano, che il debito inizi a calare dall'anno prossimo. Ma comunque non c'è fretta sull'aggiustamento dei conti, perché il Patto di stabilità resterà sospeso anche l'anno prossimo per consentire agli Stati di dare tutto il sostegno che serve all'economia. Se tutto va bene, inoltre, l'anno prossimo si dovrebbe anche ricominciare a parlare di riforma delle regole di bilancio, per renderle più adatte al quadro post-pandemico.
Gentiloni parla di "ripresa interrotta" a causa della "recrudescenza della pandemia" che ha reso necessarie "nuove misure di contenimento". Il rimbalzo "è stato interrotto, la crescita è destinata a fermarsi nel quarto trimestre, e riprenderà a salire a partire dal primo trimestre del 2021". Significa tenersi pronti a tutto, anche ad eventuali nuove mosse europee qualora la situazione dovesse precipitare, perché nessuno sa quanto durerà questa seconda ondata. Per ora l'importante è attuare le decisioni già prese. Come il Recovery fund, che se approvato entro l'anno consentirà di far arrivare i primi fondi (il 10% di tutta la spettanza) già nella tarda primavera, assicura il commissario italiano. 

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