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POLITICA MONETARIA
Il Pil Usa crolla, svolta Fed sull’inflazione
27/08/2020

Nel secondo trimestre il prodotto interno lordo statunitense ha registrato un calo del 31,7%, ma da Jackson Hole il presidente della Fed parla di un'economia sana e annuncia un cambio di rotta sull'inflazione: il target resta il 2%, ma potrà essere temporaneamente sforato. Novità anche sul pieno impiego. Secondo gli analisti la Fed potrebbe non alzare i tassi d'interesse per diversi anni

L'economia americana si ferma con la pandemia nel giorno dell'incoronazione di Donald Trump alla convention repubblicana. Il Pil del secondo trimestre si contrae del 31,7%, e vale poco il fatto che le attese erano addirittura peggiori. Una doccia fredda 'addolcita' però dalla svolta della Fed: dal palcoscenico virtuale di Jackson Hole, Jerome Powell parla di un'economia sana, anche se il tasso di disoccupazione resterà "relativamente alto per un paio di anni". E, soprattutto, annuncia la disponibilità della banca centrale a tollerare aumenti temporanei dell'inflazione sopra al 2%, aprendo di fatto a tassi bassi per periodi prolungati. "L'economia si evolve sempre e la strategia della Fed per centrare i suoi obiettivi deve adattarsi alla nuove sfide che emergono", afferma Powell annunciando i risultati della revisione interna alla Fed durata due anni. 
La principale novità riguarda il 'target medio di inflazione': fermo restando che l'obiettivo resta quello di un'inflazione al 2%, il nuovo target più elastico consentirà alla banca centrale di compensare periodi di bassa inflazione con periodi invece di prezzi sopra al 2%. La Fed "non vuole legarsi le mani a una particolare formula matematica che definisca la media del 2%", osserva Powell convinto che la nuova strategia possa aiutare la Fed a sostenere l'economia, concedendole flessibilità. La bassa inflazione contribuisce infatti a tassi bassi, riducendo così la capacità della Fed di combattere i rallentamenti economici. "La nuova strategia indica che la Fed consentirà all'economia di surriscaldarsi prima di premere sul freno dei tassi di interesse. E questo significa che un aumento dei tassi potrebbe non esserci per anni", spiegano alcuni analisti.
La Fed ritocca anche il suo pensiero sul mercato del lavoro e il livello di occupazione da mantenere senza destabilizzare i prezzi: le decisioni della banca centrale saranno prese sulle "valutazioni delle carenze di occupazione dal massimo livello", invece che sulla base delle "deviazioni dal massimo livello di occupazione". Powell ammette che la novità sembra solo una sottigliezza linguistica ma - spiega - non lo è perché la nuova formula "riflette la nostra idea che un solido mercato del lavoro può essere sostenuto senza causare un balzo dell'inflazione. Andando avanti l'occupazione può essere sopra o sotto le stime in tempo reale del massimo livello senza causare preoccupazioni, a meno che non sia accompagnata da un aumento dell'inflazione non voluto o dall'emergere di rischi che possano impedire il raggiungimento dei nostri obiettivi", che sono - secondo il mandato della Fed - la stabilità dei prezzi e la massima occupazione che deve essere "inclusiva" e riguardare "un'ampia base". E questo "per riflettere il nostro apprezzamento per i benefici che un mercato del lavoro solido ha soprattutto per le comunità a medio-basso reddito", aggiunge Powell, mettendo in evidenza come prima del coronavirus il tasso di disoccupazione fra gli ispanici e gli afroamericani era sceso ai minimi storici.
La rivoluzione della banca centrale, la prima del 2012, si basa anche su un terzo importante fattore, la stabilità del sistema finanziario senza la quale gli obiettivi sono difficili da raggiungere. Un sistema finanziario che al momento appare solido: il coronavirus è un disastro naturale - per usare le parole di Powell - che arriva in un periodo in cui le banche sono forti. 

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