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FINANZA SOSTENIBILE
Italia in ritardo e in pagella prende 4,4
26/12/2019

Regolamentazione e politiche finanziarie sono ancora insufficienti per sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. I margini di miglioramento sono ampi, ma per ora l'Italia viene bocciata dal progetto di monitoraggio promosso da Onu e Wwf. Se la Ue nel suo insieme arriva quasi alla sufficienza (5,8), la Germania riesce a fare peggio di noi (4,3).

L'Italia sta muovendo i primi passi nello sviluppo della finanza climatica, ma la sua regolamentazione e le politiche finanziarie sono ancora insufficienti per sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Il Paese riceve così un voto di 4,4 su dieci nel progetto Finance Fit for Paris - Tracker di Frankfurt School-Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) e Wwf, al quale collabora il Forum per la Finanza Sostenibile. Il progetto ha l'obiettivo di analizzare il livello di evoluzione della regolamentazione dei mercati finanziari europei e internazionali in relazione ai temi climatici e prende in esame le norme in vigore per valutare l'allineamento dei singoli Paesi all'Accordo di Parigi sul clima. Negli ultimi dati, aggiornati a novembre, il risultato dell'Unione europea è migliore di quello italiano e arriva a una quasi sufficienza (5,8). Fanno meglio dell'Italia nazioni come la Francia (5,7) e i Paesi Bassi (5,4), peggio invece la Germania (4,3) e la Spagna. L'Italia ottiene buoni risultati in materia di supervisione, gestione del rischio e stabilità del sistema (5,8) e voti più scarsi, invece, in materia di trasparenza (3,9) e divulgazione dell' ambiente abilitante (3,6). "Come per tutti i Paesi e le regioni considerate, lo spazio è ampio per un miglioramento del quadro normativo finanziario italiano per diventare veramente 'adatto' a Parigi", si legge nella scheda del Paese, anche se "l'Italia sta facendo i primi passi verso la conformità a Parigi".  Il rapporto cita il fatto che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha proposto la creazione di un Green New Deal, "che potrebbe portare ad un sostanziale aumento dell'azione di regolamentazione dei mercati finanziari verdi in Italia. La finanza sostenibile - continua il testo - sta iniziando ad affermarsi presso istituzioni pubbliche italiane come l'Istituto per la vigilanza sulle imprese di assicurazione (Ivass) e istituzioni di mercato come Borsa Italiana Spa. L'ambiente abilitante italiano beneficia principalmente del sostegno della finanza verde con incentivi pubblici e dell'attività delle organizzazioni della società civile e delle associazioni di mercato".

Autore: Ansa