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STUDIO MEDIOBANCA
“Ecco chi cresce ai tempi del virus”
12/05/2020

L'ufficio studi ha analizzato i bilanci trimestrali di oltre 150 grandi multinazionali e se è difficile prevedere i numeri dell'intero 2020, già si può tirare un primo bilancio di come sta andando: i big del web e del software hanno visto crescere ricavi e utili a doppia cifra nel primo trimestre e continueranno a crescere, seguiti da grande distribuzione e big Pharma. bene anche il settore tlc

Di fronte a una crisi dalle "proporzioni senza precedenti" che sta colpendo l'economia mondiale, multinazionali comprese, c'è chi riesce a "battere" il coronavirus in termini di conto economico. Sono i giganti del web, la grande distribuzione organizzata e le case farmaceutiche, compensando i crolli di altri settori fortemente penalizzati dalla pandemia, in primis, i produttori di aerei e i colossi petroliferi, ma anche le case di moda. Lo rileva il report dell'area studi di Mediobanca che ha analizzato i bilanci del primo trimestre 2020 di oltre 150 grandi multinazionali. Prevedere l'impatto del Covid-19 sui numeri di tutto l'anno "è ancora difficile", segnala lo studio, secondo cui le ferite bruceranno soprattutto alla fine del semestre mentre la ripresa è attesa nella seconda metà dell'anno (in particolare nel quarto trimestre). 
I big del web e del software, da Google ad Amazon, sono gli unici a segnare una crescita a doppia cifra dei ricavi (+17,4% sul primo trimestre 2019 e +14,9% gli utili), a fronte di un crollo del 22,1% per i costruttori di aeromobili, che sono passati dall'utile alla perdita, così come le multinazionali dell'Oil& & Energy (-15,9% i ricavi). Male anche la moda (-14,1% i ricavi e -92% gli utili) e l'automotive (-9,1% e -92,4%), seguiti a distanza dalle telco (-2,6%), mentre sono tendenzialmente stabili il comparto media and entertainment (-0,5%) e quello del beverage (-0,1%). Tra i settori più performanti c'è la grande distribuzione organizzata (Gdo) che ha visto salire i ricavi trimestrali del 9,1% e i profitti addirittura del 34,8% per effetto delle nuove abitudini di consumo e della corsa agli acquisti a inizio epidemia. A seguire, ci sono le case farmaceutiche (+6% di fatturato e +20,5% di utili), i pagamenti elettronici (+4,7%), l'elettronica (+4,5%) e il food (+3,4%).
Nel prossimo futuro le Websoft (tra cui Google, Amazon e Facebook ma non Apple), con un fatturato annuo di almeno 9 miliardi di euro, si stima che performeranno bene trainate ancora dai servizi cloud, per i quali si prevede un +17% nel 2020. La crescita continuerà anche per la grande distribuzione organizzata, ma probabilmente con un rallentamento, e sarà positiva anche per il settore farmaceutico, soprattutto se si trova la cura al virus. Si prevedono invece ancora difficoltà per i settori legati alla mobilità (aeromobili e automotive), che hanno "subito maggiormente l'impatto della crisi", annullando o riducendo i dividendi così come le spese in ricerca e sviluppo. Stesso discorso per il fashion, penalizzato dalla chiusura dei negozi e dal blocco del turismo, per cui "non è da escludere che il 2020 continuerà ad essere un anno molto difficile" con una riduzione degli investimenti, quindi, una sospensione delle aperture dei nuovi negozi. Una ripartenza è possibile invece per le società di telecomunicazione che potranno monetizzare l'aumento del traffico e dei nuovi servizi richiesti durante il periodo di lockdown. Infatti queste società - osserva lo studio - hanno tendenzialmente confermato il dividendo e questo è un segnale di fiducia. 

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