Articoli
RATING ITALIA
Moody's rinvia, Dbrs conferma
22/05/2020

L'agenzia statunitense rimanda il suo giudizio sull'Italia e sulla Grecia, contribuendo ad allentare la tensione sui mercati e a ridurre lo spread. Come previsto, invece, l'agenzia canadese si è espressa confermando la tripla B per Roma, però ha rivisto l'outlook da stabile a negativo: "La pandemia è un test per la resilienza economica italiana", ha scritto Dbrs 

Moody's rinvia l'esame dell'Italia: l'agenzia in una nota aggiorna il proprio calendario e rimanda le sue valutazioni sul nostro Paese e sulla Grecia. Un rinvio con cui Moody's non tocca il rating Baa3
dell'Italia con outlook stabile. Dbrs invece, come nelle attese, si esprime e conferma il suo giudizio sull'Italia a BBB (high), ma l'outlook è rivisto da stabile a negativo. Una revisione al ribasso legata alla "considerevole incertezza sulle ripercussioni economiche" del coronavirus. "La pandemia è un test per la resilienza economica italiana", scrive l'agenzia canadese precisando che le tensioni politiche difficilmente destabilizzeranno il governo nel breve termine, ma molto dipenderà dalla Fase 2.
La mancata azione di Moody's stempera le tensioni. Il timore era quello di un downgrade con il quale l'Italia sarebbe potuta scivolare in territorio 'junk', ovvero spazzatura, con forti implicazioni per l'Eurotower. In caso di downgrade Francoforte avrebbe potuto trovarsi 'obbligata' a rafforzare gli acquisti di titoli di Stato emessi da Roma per evitare tensioni sul mercato dei bond con conseguenze a livello europeo. E per colmare il possibile esodo degli investitori privati, quali fondi pensioni e compagnie assicurative che spesso possono tenere in portafoglio solo bond con rating elevati. Le regole variano ma di solito chi emette bond ha bisogno di un rating "investment grade" da parte di due delle tre maggiori agenzie di rating per essere incluso nei portafogli. Questo può tradursi nel fatto che un rating junk da più di una agenzia di rating possa innescare un'ondata di vendite forzata. Al momento comunque non è il caso dell'Italia, che si mantiene al di sopra del livello junk per S&P, Dbrs e Fitch, nonostante l'inatteso downgrade deciso da quest'ultima. 
Le Borse hanno atteso Moody's senza mostrare particolari segnali di tensione. Le piazze finanziarie del Vecchio Continente chiudono tutte positive con l'accordo dell'Eurogruppo sul Mes e Piazza Affari guadagna l'1,13% spinta dalle banche con lo spread in calo a 238. 

Autore: