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ECONOMIA MONDIALE
La Cina riparte con una ripresa a “V”
05/10/2020

Gli analisti di Intesa Sanpaolo rivedono al rialzo (dall'1 al 2,1%) le previsioni sulla crescita del Pil cinese nel 2020. Stime invariate (+7,6%) per il 2021. A trainare la ripartenza veloce dell'economia sono i consumi e, soprattutto, la ripresa degli investimenti statali in infrastrutture e nel settore immobiliare. Intanto, la banca centrale cinese ha deciso di lasciare invariati i tassi fino a fine anno

La Cina prova a tenere testa al Covid con una ripresa economica a 'V', grazie al recupero dei consumi e a una sostenuta ripresa degli investimenti. La fotografia dell'andamento dell'economia cinese è stata scattata dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, che rivede al rialzo le previsioni di crescita del Pil da 1% a 2,1% nel 2020, mantenendo invariata la previsione di un'accelerazione a 7,6% nel 2021. Nel secondo trimestre, i tasso di crescita del prodotto interno lordo è tornato in territorio positivo a 3,2% su base annua, dopo una diminuzione del 6,8% annuo nel primo trimestre. La ripresa dell'attività economica della Cina è "apparentemente a V e superiore alle attese", ed è stata supportata da un recupero degli investimenti, per lo più statali, concentrato nel settore immobiliare e nelle infrastrutture.  Al contrario, l'andamento dei consumi privati, seppur in miglioramento rispetto al primo trimestre, è rimasto debole, così come quello della spesa pubblica.
Dal lato dell'offerta, la ripresa è stata guidata dall'industria e dalle costruzioni, mentre la dinamica del settore dei servizi è rimasta più contenuta e disomogenea, secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo. La produzione industriale ha registrato un'accelerazione in linea con l'aumento degli ordini, mentre l'andamento degli investimenti rimane "incoraggiante soprattutto grazie alla crescita robusta degli investimenti immobiliari e nelle infrastrutture, supportata dall'accelerazione del credito e dall'aumento della spesa dei governi locali". Intanto, la Banca Popolare Cinese ha deciso di lasciare invariati i tassi sulle operazioni di rifinanziamento da qui a fine anno. Nel report si ipotizza anche un "taglio mirato e condizionato del coefficiente di riserva obbligatoria a cavallo d'anno. Non escludiamo  - si legge - un abbassamento dei tassi sulle operazioni di rifinanziamento limitato a 20 punti base nella prima metà del 2021".

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