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RISIKO BANCARIO
Intesa Sanpaolo rilancia su Ubi con il cash
17/07/2020

L'istituto guidato da Carlo Messina ha ritoccato l'offerta aggiungendo 0,57 euro in contanti per ogni azione Ubi consegnata. La mossa porta a 4,12 miliardi il controvalore totale dell'Ops, di cui 3,47 in carta e 652 milioni in contanti. Il rilancio ha fatto propendere per l'adesione diversi azionisti importanti, tra cui la Fondazione Cari Cuneo. Il cda di Ubi resta contrario: "Offerta inadeguata"

Intesa Sanpaolo per conquistare Ubi rilancia e oltre alle azioni mette sul piatto denaro in contante: non solo 1,7 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo ogni azione consegnata all'offerta, ma anche un corrispettivo in denaro pari a 0,57 euro. Ora l'offerta incorpora un premio del 44,7% rispetto al prezzo dell'azione Ubi di febbraio, alla vigilia del lancio dell'offerta da parte di Intesa Sanpaolo. Il
controvalore complessivo è di 4,12 miliardi, di cui 3,47 miliardi in azioni e 652,2 milioni di euro in contanti.  "Alla base della nostra decisione c'è la convinzione di come un legame più forte con tutti gli azionisti di Ubi renderà più solida e coesa la nuova realtà, permettendole così di affrontare meglio i nuovi scenari", afferma il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. La decisione tiene in considerazione, spiega la banca, gli effetti del Covid 19, ma anche i conti trimestrali e il nuovo piano industriale di Ubi Banca. Anche con un'offerta migliorata, Intesa Sanpaolo "conferma per il gruppo risultante dall'operazione un coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio a regime pro-forma atteso superiore al 13% nel 2021", così come tutti gli altri target, l'utile netto atteso non inferiore a 5 miliardi di euro nel 2022 e la politica di dividendi con un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l'esercizio 2020 e al 70% per l'esercizio 2021.
Ora si allarga il fronte dei soci di Ubi pronti ad aderire all'Ops, anche se il cda di Ubi resta fermo sulla sua posizione e sottolinea che l'Antitrust "condivide le preoccupazioni" che aveva manifestato
sull'operazione. Dopo il sì già espresso da Cattolica per il suo 1% , la Fondazione Monte di Lombardia si è espressa sul suo 4%. Sulla stessa linea è orientato il patto degli azionisti bresciani della banca che raccoglie l'8% del capitale. Fondazione Cari Cuneo (ha il 5,9%) ha mutato il suo atteggiamento rispetto alla iniziale bocciatura alla proposta di Intesa. "Le nuove condizioni riconoscono il valore di Ubi Banca, patrimoniale, organizzativo e commerciale, valore evidenziato pienamente, anche nell'ultimo periodo, dalle comunicazioni e dalle iniziative del Consiglio di Amministrazione della banca stessa" spiega una nota, mentre il presidente dell'ente, Giandomenico Genta, ricorda che "la compattezza degli Organi della Fondazione Crc ha consentito di ottenere un grande risultato per il nostro territorio". Favorevole anche Polotti del Sindacato azionisti: " Siamo per l'adesione", aveva dichiarato in una recente intervista in cui scommetteva sul rilancio di Intesa Sanpaolo, la quale - secondo Polotti - "ha ben chiaro che per raggiungere la maggioranza del 66,67% debba riconsiderare la proposta economica per conquistare una convinta adesione all'Ops". 
Fiducioso sul raggiungimento della soglia del 66,67% è il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro che sottolinea come "dopo la presentazione del piano di Ubi, la capitalizzazione chiuse a 3,9 miliardi, la mattina dopo era 4,9 miliardi e questo credo che sia una dimostrazione chiara della convenienza dell'offerta per gli azionisti di Ubi". Di diverso avviso il ceo di Ubi, Victor Massiah. "Asciuga asciuga, il patrimonio tangibile di Ubi è di 8 miliardi e mezzo e Intesa in questo momento ci pagherebbe 3 miliardi e mezzo", ha sottolineato il banchiere. 

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