Articoli
AEROSPAZIO
Con Vega arriva la ‘Space Economy’
27/06/2020

Il ‘lanciatore' costruito da Fiat Avio porta in orbita 53 satelliti, rendendo per la prima volta accessibile lo spazio anche a università e piccole e medie imprese. Saccoccia (Asi): "quello dei mini satelliti diventa ora un mercato interessante, l'Italia è pronta a investire". Una rivoluzione tecnologia in grado di coinvolgere l'intera filiera e, in particolare, le Pmi italiane

E' ripreso, nella base europea di Kourou (Guyana Francese), il conto alla rovescia per Vega, il lanciatore dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) costruito in Italia dalla Avio, che si prepara a portare per la prima volta in orbita 53 satelliti, diventando così "uno strumento a supporto della new space economy", ha osservato il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia. E' una rivoluzione in arrivo che promette di rendere lo spazio accessibile a università e piccole e medie imprese e di rendere quello dei mini satelliti un nuovo mercato interessante e "nel quale - ha detto Saccoccia - l'Italia è pronta a investire". E' stata lunga l'attesa per questo lancio, inizialmente previsto il 19 giugno, ma finalmente si sono calmati i venti in alta quota che avevano costretto per due volte al rinvio e Arianespace, la società che gestisce i lanci a Kourou, ha dato luce verde per le ore 3,51 italiane del 28 giugno.
Si prepara così a debuttare il sistema Ssms (Small Spacecraft Mission Service) una sorta di dispenser che permette di mandare in orbita contemporaneamente un grande numero di piccoli satelliti dal peso variabile fra uno e 500 chilogrammi. Tutti e 53 i satelliti a bordo del primo stadio di Vega sono in buone condizioni, così come il lanciatore, informa Arianespace. Dei 13 Paesi che hanno affidato a Vega i loro mini satelliti, otto sono europei e fra questi c'è anche l'Italia. Con Israele il nostro Paese porta in orbita gli esperimenti Argtm, dell'Università Federico II di Napoli, che studierà gli effetti della microgravità sulla resistenza dei batteri agli antibiotici; Mambo, dell'Università di Roma Tre, per valutare il rilascio dei farmaci nell'organismo in condizioni di microgravità; Spacelys, dell'Università di Bologna, per valutare gli effetti della microgravità su una proteina legata al sistema immunitario; Nogquad, dell'Università di Tor Vergata, per lo studio dell'espressione dei geni e la comparsa di malattie, come sclerosi laterale amiotrofica o la sindrome dell'X fragile.
"Grazie alla capacità di portare carichi di diversa grandezza, Vega è un lanciatore nato con una notevole dote di flessibilità, ma con il sistema Ssms ora può aumentare la quantità di satelliti che è possibile lanciare su orbite diverse", ha detto Saccoccia. "Proprio nel momento in cui sta cambiando la richiesta di satelliti da consegnare nello spazio, Vega diventa uno strumento a supporto della new space economy, una nuova opportunità". Un'occasione che l'Italia è pronta a cogliere: "abbiamo iniziative in cui pubblico e privato lavorano insieme e vogliamo sempre più incentivare lo sviluppo di piccoli e nano satelliti, che Vega - ha proseguito - farà volare, anche in riferimento a programmi di alto contenuto innovativo sia nazionali sia dell'Esa". L'Italia, con la sua rete di piccole e medie imprese, "è in grado di costruire piccoli satelliti" ed è pronta a partecipare a questo cambiamento con "l'intera filiera, che va dallo sviluppo all'utilizzo. Vogliamo favorire - ha concluso il presidente dell'Asi - questo nuovo capitolo dell'accesso allo spazio". 

Autore: