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BANCA GENERALI
Un 2019 d’oro: la crescita è a due cifre
10/02/2020

L'istituto guidato da Gian Maria Mossa ha chiuso lo scorso esercizio con un utile netto di 272 milioni (+51%), masse in crescita del 20% a 69 miliardi, ricavi per 578 milioni (+28%) e 5,1 miliardi di raccolta netta. Decolla la consulenza evoluta (+105% le masse sotto contratto) e migliorano ancora gli indici di efficienza. In distribuzione un dividendo da 1,85 euro per azione

"Il miglior anno nella nostra storia con risultati che evidenziano sensibili miglioramenti in tutte le voci del conto economico e dello stato patrimoniale". Così Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali, ha commentato i conti preliminari 2019 del suo istituto. Rispetto all'esercizio precedente, l'utile netto è schizzato a 272,1 milioni di euro (+51%) e l'utile netto ricorrente (al netto cioè di commissioni di performance e altri ricavi non ricorrenti, costi e accantonamenti straordinari e operazioni di M&A) si è attestato a 150 milioni, con un incremento del 12,7%. In forte progresso i ricavi totali, che hanno raggiunto quota 578 milioni (+28,6%), la raccolta netta (5,1 miliardi nell'anno), le masse totali (+11,5 miliardi a 69 miliardi in crescita del 20%) e la consulenza evoluta che vanta 4,7 miliardi di masse sotto contratto, con una crescita del 105% rispetto all'esercizio precedente. "Abbiamo accelerato il lancio di soluzioni esclusive negli investimenti e nei servizi di wealth management e la risposta dalla clientela non s'è fatta attendere, come evidenziano i dati in forte crescita delle masse sotto advisory evoluta", commenta soddisfatto Mossa, che guarda con ottimismo anche al 2020, già iniziato sotto i migliori auspici grazie ai 438 milioni raccolti nel solo mese di gennaio. 
I costi operativi (+12,5%) sono cresciuti essenzialmente per effetto di alcune poste di carattere straordinario e per il consolidamento di Nextam Partners, mentre a livello ‘core' la crescita dei costi è rimasta contenuta (+4,8%) e gli indici di efficienza operativa sono ulteriormente migliorati su livelli d'eccellenza, di riflesso alla minore incidenza dei costi sulle masse totali scesi a 32 bps (34 bps a fine 2018), con un cost/income ratio rettificato al 38,8% (dal 42,3% di fine 2018) al netto delle componenti non ricorrenti. 
Per quanto riguarda i ratios patrimoniali, si confermano molto solidi e ampiamente superiori ai requisiti richiesti (Cet1 al 14,6%, Total Capital ratio al 16,1%). Banca Generali proporrà all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 1,85 euro per azione, cui corrisponde un pay-out del 79%, che risulta nella parta alta della guidance ribadita in occasione della presentazione del Piano Triennale. 

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