Articoli
BOND SOCIETARI
Eni sfida il mercato (e vince)
11/05/2020

Per mantenere in equilibrio la struttura finanziaria, il gruppo ha lanciato con successo due prestiti obbligazionari a 6 e 11 anni per un valore nominale complessivo di 2 miliardi di euro. I titoli sono stati sottoscritti da investitori istituzionali francesi, tedeschi, britannici e italiani. Eni conferma anche l'impegno per la decarbonizzazione e 2,6 miliardi di investimenti nelle rinnovabili

L'effetto Covid-19 ha avuto sull'Eni un impatto di 150 milioni nel primo trimestre dell'anno. Ma la società, forte della posizione solida in cui si trova, prova a sfidare il mercato, con l'emissione di due bond del valore nominale complessivo di 2 miliardi di euro con durata di 6 e 11 anni. Lancio concluso con successo, con l'Eni che chiude piatta in Borsa in una giornata di perdite per i petroliferi. Le due emissioni, decise dal cda del 23 aprile, "sono volte a mantenere una struttura finanziaria equilibrata in relazione al rapporto tra indebitamento a breve e a medio-lungo termine e alla vita media del debito di Eni", spiega la società. Il prestito obbligazionario di 6 anni, che ha un ammontare di 1miliardo, paga una cedola annua dell'1,250% e ha un prezzo di re-offer di 99,308%. Il bond a 11 anni, sempre da 1 miliardo, paga una cedola annua del 2,000% e ha un prezzo di re-offer di 99,941%. Le obbligazioni, che saranno negoziate presso la Borsa di Lussemburgo, sono state acquistate da investitori istituzionali principalmente in Francia, Germania, Regno Unito e Italia.
Nonostante le sfide che sta ponendo il Coronavirus, che ha portato in rosso i conti del trimestre (2,9 miliardi di perdita netta) e costretto il gruppo a rivedere il piano industriale e abbassare le previsioni del prezzo del brent, Eni conferma con forza l'impegno sulla decarbonizzazione. Il gruppo vuole "giocare un ruolo determinante in questo processo, lungo un percorso che ci porterà ad essere una società carbon neutral nel lungo termine". Rispondendo agli azionisti in vista dell'assemblea per il rinnovo dei vertici e per l'approvazione del bilancio, Eni chiarisce che se gli obiettivi di crescita nel piano quadriennale sono organici e "quindi non dipendono da acquisizioni", per quanto riguarda potenziali dismissioni, ci sono "diverse opzioni", che saranno valutate in coerenza con l'evoluzione dello scenario. Esclusa invece qualunque delocalizzazione. Come per la decarbonizzazione, impegno confermato anche per le rinnovabili, anche se l'emergenza sanitaria potrebbe provocare "eventuali rallentamenti" a causa di ritardi nel processo autorizzativo e per le restrizioni nei movimenti di merci e persone. Sul fronte delle rinnovabili, comunque, la società "nei prossimi quattro anni investirà 2,6 miliardi di euro con l'obiettivo di raggiungere una capacità installata di 3 GW al 2023 e 5 GW al 2025". Investimenti finalizzati ad una diversificazione geografica e tecnologica. In particolare, proseguiranno i progetti in Italia, verrà rafforzata la presenza in Usa, Africa, Australia e Kazakhstan e si valuta "il potenziale ingresso in Paesi emergenti principalmente in Asia". 

Autore: