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ECONOMIA ITALIANA
L’Italia è in recessione. Conte: “Rilancio certo”
31/01/2019

Il quarto trimestre 2018 si è chiuso con un Pil in calo dello 0,2%. E' il secondo trimestre in negativo e il Paese è dunque entrato in recessione dopo cinque anni di flebile ripresa. Il premier Conte si dice ottimista e parla di un "rilancio certo" nel corso dell'anno, ma Bankitalia ha tagliato le stime di crescita allo 0,6% e Carlo Cottarelli parla di un +0,4% a patto che lo spread non salga

Un "netto peggioramento" dell'industria e del settore agricolo, un "andamento stagnante" del terziario: è la fotografia di un Paese che, dopo cinque anni, frena e finisce in recessione. L'ultimo trimestre vede una contrazione dell'economia dello 0,2%. E' una recessione tecnica, determinata da due trimestri consecutivi di calo nella seconda metà del 2018. Ma è anche una zavorra per il 2019: da imprese e sindacati sale l'allarme e la richiesta al governo di prendere contromisure. Accelerare gli investimenti e un decreto "cantieri veloci", è la ricetta dell'esecutivo, che continua a negare la necessità di una manovra correttiva. E ostenta ottimismo. Il calo è "transitorio" e legato alla guerra dei dazi tra Usa e Cina, spiega Giuseppe Conte: "il rilancio quest'anno è certo".
I dati sono l'eredità - punta il dito Luigi Di Maio, con scelta che Matteo Salvini non sposa - dei governi a guida Pd. Nell'ultimo trimestre del 2018 l'economia italiana ha subito una contrazione: non andava così male dal 2013 e il dato, ufficializzato dall'Istat, pesa come un macigno sull'azione del governo. Il premier convoca un 'gabinetto di guerra' di primo mattino a Palazzo Chigi. Bisogna decidere che linea tenere, che misure mettere in campo. Come evitare una manovra correttiva che nell'esecutivo più d'uno considera difficile da schivare. Ma Di Maio assicura che i saldi non cambieranno. E Salvini scommette per fine anno "il segno più". Già vacillano però le previsioni del governo, che ha fissato la crescita del Pil all'1%. A causa della zavorra degli ultimi due trimestri di crescita negativa nel 2018 (-0,1% e -0,2%) lascia in eredità al 2019 una crescita acquisita (se il Pil per tutto l'anno fosse pari a zero) pari al -0,2%. E se Banca d'Italia per ora prevede per l'anno in corso un segno positivo (+0,6%), c'è già chi abbassa ancora l'asticella. Carlo Cottarelli stima uno 0,4% e lancia l'allarme patrimoniale.
I dati ufficiali per ora sono quelli dell'Istat. E non sono tutti "neri". C'è un lieve miglioramento dell'occupazione, che si attesta a livelli pre-crisi, al massimo da dieci anni, al 58,8% (+0,1%). Ma il lavoro resta tra i dossier caldi del governo, dal momento che aumentano i posti a termine o autonomi, mentre calano quelli stabili. L'economia italiana nel suo complesso soffre ma, spiega il ministro Giovanni Tria, il dato era "atteso": c'entrano la guerra dei dazi Usa-Cina e un rallentamento europeo, a partire dalla Germania (il Pil dell'Eurozona nel quarto trimestre è a +0,2%). Nel 2018 il Pil italiano è all'1%, in netta frenata rispetto all'1,6% del 2017. Ma, nonostante la borsa in giornata chiuda in calo, lo spread non si muove molto e Tria sottolinea che i dati "non intaccano il recupero di fiducia dei mercati nel debito italiano".
"Non sono preoccupato, c'è entusiasmo", concorda Conte: bisogna solo aspettare - spiega – che prendano corpo gli effetti delle misure contenute in manovra e si vedrà che non serve una manovra-bis. Ma il rallentamento c'è, il 'gabinetto di guerra' del governo studia le contromisure: obiettivo minimo superare senza ostacoli la scadenza delle elezioni europee. Tria annuncia un'accelerazione del "programma di investimenti pubblici" e Salvini un decreto, entro marzo, per dimezzare i tempi di avvio dei cantieri pubblici. Per il 2020 - promette la Lega che lavora a una propria proposta - non solo si eviterà un aumento dell'Iva ma arriverà la flat tax con un taglio Irpef al 20% per i lavoratori dipendenti e un quoziente familiare. "Bisogna agire subito o a gennaio sarà peggio", pungola però Vincenzo Boccia da Confindustria: si sblocchi la Tav, per iniziare. "I dati sono preoccupanti, è a rischio l'occupazione", dice dalla Cisl Annamaria Furlan. Di Maio se la prende con i governi Pd che - accusa – "hanno mentito" e dichiarato la fine della crisi quando non era vero. Ma Salvini non lo segue su questa strada. E le opposizioni insorgono, chiedono al governo di riferire in Aula. Di Maio - dice Pier Carlo Padoan - mina la fiducia in istituzioni come l'Istat: "I problemi per il Paese sono iniziati con questo governo".

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