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POLITICA MONETARIA
Debutto da falco per Powell: la Fed alza i tassi
26/03/2018

Il rialzo di un quarto di punto era atteso, ma il neopresidente della banca centrale statunitense avvisa che la crescita economica accelera e che quindi potrebbe rendersi necessario velocizzare il ritmo degli aumenti. Per quest'anno sono previsti due ulteriori rialzi dei tassi, ma in seno al board cresce il numero di quanti (7 su 15) ritengono che sia necessario un rialzo in più

La crescita economica accelera e la Fed alza di un quarto di punto i tassi di interesse, segnalando anche che il prossimo anno e quello successivo il ritmo dei rialzi potrebbe velocizzarsi. Un avvio di presidenza quindi da "falco" per Jerome Powell, all'esordio alla guida della banca centrale americana. Alla finestra per l'intera seduta, Wall Street avanza decisa dopo l'annuncio della Fed per poi rallentare digerendo le parole della banca centrale. L'Europa, già chiusa quando Powell appare per la sua prima conferenza stampa, archivia all'insegna della debolezza una giornata trascorsa con gli occhi alla Fed. "Le prospettive economiche di sono rafforzate negli ultimi mesi" afferma Powell, annunciando il sesto rialzo dei tassi di interesse della Fed dalla crisi finanziaria, con il costo del denaro che sale in una forchetta fra l'1,50% e l'1,75%. Per quest'anno - secondo quanto emerge dalle 'dot plot', la tabelle con le previsioni dei governatori - sono previsti ulteriori due rialzi dei tassi di interesse. Ma il numero dei partecipanti della Fed che ritengono necessari quattro rialzi dei tassi di interesse aumenta: sale a sette su 15, rispetto ai 4 su 16 di dicembre. La maggioranza resta comunque per tre rialzi quest'anno, incluso quello appena deciso. Per il prossimo anno sono attesi tre rialzi, ovvero uno in più di quanto previsto in dicembre, mentre altri due sono attesi per il 2020 che dovrebbe chiudersi con un costo del denaro al 3,4%, sopra il 3,1% previsto in dicembre. Un'accelerazione che riflette una crescita economica più sostenuta. La Fed ha infatti rivisto al rialzo le stime di crescita per gli Stati Uniti, con il Pil che quest'anno dovrebbe crescere del 2,7% a fronte del 2,5% stimato in dicembre. Ritoccate al rialzo anche le previsioni per il 2019 e per il 2020. Il prossimo anno la crescita dovrebbe infatti accelerare al 2-2,8% rispetto all'1,7-2,4% previsto in dicembre, mentre nel 2020 il Pil dovrebbe segnare un aumento dell'1,5-2,3% dall'1,1-2,2% precedente. L'inflazione resta invece ancora sotto l'obiettivo del 2%.
"Rialzi troppo lenti dei tassi di interesse potrebbero porre rischi all'economia" afferma Powell, sottolineando come invece ritocchi graduali del costo del denaro, come quelli che sta effettuando la Fed, "promuovono la crescita. Stiamo cercando una via di mezzo". Constatando un mercato del lavoro forte e un'economia che continua a crescere grazie anche a una politica di bilancio che stimola la ripresa, Powell cerca di smarcarsi dalle pressanti domande su dazi e la politica commerciale di Donald Trump. "Noi alla Fed non facciamo la politica commerciale" dice tagliando corto. Poi aggiunge: i membri della Fed hanno raccolto i timori della aziende sulle politica commerciale, le cui eventuali modifiche non hanno per ora nessun effetto sulle prospettive economiche. Ma i rischi di una guerra commerciale "sono più evidenti", mette ancora in evidenza alla vigilia dell'atteso annuncio di nuovi dazi americani contro la Cina.

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